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Amazon Leo sfida Starlink: connettività dallo spazio entro l’anno
L’iniziativa Amazon Leo ha completato 14 missioni e portato 396 satelliti in orbita, dando vita alla terza costellazione più grande tra quelle in rotazione intorno alla Terra, con l’obiettivo di espanderla ulteriormente con più di 100 lanci già in programma. L’ultimo è appena avvenuto, gestito da ULA (United Launch Alliance), con il razzo Atlas V che ha portato 29 unità a circa 400 chilometri sopra le nostre teste.
Qual è la finalità di questo immane sforzo? Lanciare un servizio di connettività via satellite, di fatto un concorrente di Starlink. I numeri non hanno nulla a che vedere con quelli del sistema allestito nel corso degli anni da SpaceX (oltre 10.000 satelliti), ma Amazon ritiene che siano comunque sufficienti per cominciare a trasmettere dati da e verso le utenze terrestri. Nel post qui sotto l’intervento di Chris Weber, a capo del progetto Leo, che sottolinea abbiamo completato abbastanza lanci per iniziare con il il servizio quest’anno, le missioni future aggiungeranno solo copertura e capacità.
Last few launches were big for @AmazonLeo – bringing us to 390+ satellites deployed, enough to support continuous service across initial latitudes.
Still lots of work ahead – including raising all these new satellites to their assigned altitude – but we’ve completed enough… pic.twitter.com/UZb404fXRq
Amazon ha iniziato a lavorare su questo fronte parecchi anni fa, dando vita al Project Kuiper. Nell’ultimo periodo abbiamo assistito al cambio di nome e alla promessa di un debutto commerciale a breve termine, oltre all’esordio dell’antenna Ultra da 1 Gbps per agganciare il segnale trasmesso dallo spazio. Ora, beghe con la FCC permettendo, Andy Jassy e i suoi sono pronti a partite. Per raggiungere l’obiettivo, hanno anche staccato un assegno da 11,6 miliardi di dollari per l’acquisizione di Globalstar.
L’immagine qui sopra è curiosa e interessante. Mette a confronto il numero di satelliti che possono essere trasportati con un singolo lancio dai razzi: 24 da Falcon 9 di SpaceX, 27-29 da Atlas V di ULA, 32 e più da Ariane 6 di Arianespace, 40 e più da Vulcan di ULA, 48 e più da New Glenn di Blue Origin. Quest’ultimo è esploso a fine maggio per ragioni ancora ignote.