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Un giro dietro al bancone di Coffee Talk Tokyo
Dopo i primi due capitoli ambientati a Seattle, Coffee Talk fa i bagagli e si trasferisce in Giappone in quello che si propone come uno spin-off della fortunata serie di Toge Productions; in Coffee Talk Tokyo, lo studio indonesiano ha deciso di mantenere pressoché invariata la forma che ha decretato il successo del primo capitolo ideato nel 2020 da Mohammad Fahmi. Per chi non avesse familiarità, il giocatore è chiamato a vestire i panni di un barista, proprietario del locale eponimo che a sua volta si distingue per l'atmosfera estremamente rilassante, offrendosi come una piacevole via di fuga notturna dal caos di una grande metropoli.
Coffee Talk Tokyo, come i capitoli precedenti, richiederà effettivamente un'interazione ridotta da parte del giocatore: durante le (poche) necessarie per portarlo dovremo semplicemente ascoltare le storie dei frequentatori del bar che si confideranno con noi e con gli altri clienti, e preparare loro le bevande che ordineranno, giorno dopo giorno.
Anche stavolta non ci interfacceremo soltanto con personaggi umani: ambientando la saga in Giappone, gli sviluppatori hanno infatti deciso di cogliere a piene mani dal ricco immaginario fantastico locale, ed ecco quindi kappa, draghi di fiume, yūrei e altre creature legate al folclore, stranamente integrate con la razza umana. Come di consueto per la serie, durante i turni al bar sarà possibile consultare in qualsiasi momento il nostro smartphone, dotato di tre app: Brewpad, Tomodachill e Shuffld. La prima contiene le ricette che sbloccheremo provando a mischiare diversi ingredienti alla ricerca della bevanda ideale per i nostri clienti; sarà utile tornare a consultarla per soddisfare al meglio le richieste e memorizzare le diverse bevande che potremo preparare.
Tomodachill, arrivato alla versione 2.0, risulta leggermente ampliato rispetto alle iterazioni precedenti, configurandosi come un ottimo elemento per cogliere appieno l’essenza dei protagonisti di Coffee Talk Tokyo, anche quando escono dal bar. In quella che sembra a tutti gli effetti una copia di X, infatti, troveremo i post degli assidui frequentatori del locale - ma anche di personaggi collegati a loro, tra familiari o amici - che contribuiscono ad aumentarne lo spessore narrativo aiutandoci a conoscerli meglio. A volte, sarà proprio Tomodachill 2.0 ad anticiparci di avvenimenti importanti per la vita dei clienti, che diventeranno poi argomento di discussione durante quella stessa giornata all’interno del locale.
La principale novità di Tomodachill, rispetto alla versione precedente, consiste negli hashtag, che ci permetteranno di fare la conoscenza di altri personaggi tramite i loro nomi utenti anche senza incrociarli necessariamente al bar. Anche Shuffld fa il suo ritorno e ci permetterà in qualsiasi momento di cambiare la traccia della colonna sonora presente durante quasi tutto il gioco; parliamo di una piacevole selezione di musica lo-fi composta interamente da Andrew "AJ" Jeremy, già al lavoro sui due Coffee Talk precedenti. Presente poi la solita prima pagina del quotidiano locale, da leggere prima di iniziare la giornata.
Rispetto a Coffee Talk Episode 2: Hibiscus & Butterfly, all’interno del nostro smartphone virtuale manca invece l’app The Evening Whispers, che dava maggiore contesto agli argomenti trattati al bancone del bar, permettendo una maggiore immedesimazione nei fatti di Seattle narrati nell’ormai lontano 2023. Altra mancanza di questa versione è legata al cassetto del bar: in alcune occasioni, in Coffee Talk Episode 2: Hibiscus & Butterfly i personaggi potevano consegnarci degli oggetti da recapitare poi ad altri clienti (una lettera, un invito a un matrimonio, un vecchio accendino e altro ancora). Dimenticare di consegnarli poteva determinare un finale negativo per la storyline di quel determinato personaggio. In Coffee Talk Tokyo, tuttavia, sembra essere stato fatto un passo indietro, tornando di fatto alle meccaniche del primo Coffee Talk: basterà indovinare il magg