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Comuni e Regioni ora non vi chiederanno più i dati anagrafici grazie a ANPR e PDND
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Quante volte per compilare una domanda, richiedere un permesso o iscrivervi ad un servizio di comuni e regioni vi hanno chiesto per l’ennesima volta uno stato di famiglia o una autocertificazione che l’ente stesso ha rilasciato o che possiede già?
La vessazione sembra sia alla fine grazie all’integrazione tra l’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR) e la Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND) che compie un ulteriore balzo in avanti decisivo con l’attivazione dei meccanismi di approvazione automatica per le richieste di accesso ai dati.
Questo ecosistema di interoperabilità, gestito dalla Società PagoPA per conto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, permette alle diverse anime della pubblica amministrazione di dialogare in modo sicuro e immediato, abbattendo le storiche barriere burocratiche. Ma tradotto per il cittadino, cosa vuol dire?
Dal punto di vista del cittadino, questa novità si traduce in una radicale eliminazione della burocrazia e dei documenti cartacei da presentare. Quando ci si rivolge a un ufficio del Comune o della Regione per “sbrigare una pratica”, non sarà più necessario portare con sé certificati anagrafici, stati di famiglia o autocertificazioni stampate. Grazie al collegamento automatico e immediato tra gli enti attraverso la piattaforma PDND, l’impiegato pubblico potrà verificare e prelevare i dati anagrafici direttamente dall’ANPR in tempo reale.
I vantaggi diretti sono molteplici, a partire da pratiche nettamente più veloci. Non essendoci più tempi di attesa per l’approvazione delle richieste di accesso tra i vari uffici pubblici, le procedure amministrative e l’erogazione dei servizi diventano immediate.
Inoltre, si assiste allo stop definitivo ai certificati inutili, applicando concretamente il principio fondamentale per cui la Pubblica Amministrazione non può richiedere dati che possiede già. Infine, viene garantita la massima sicurezza e il rispetto della privacy, poiché le informazioni non viaggiano più su carta o canali non protetti, ma transitano esclusivamente attraverso un canale digitale sicuro, monitorato e validato dal Garante per la protezione dei dati personali.
Il vantaggio più evidente ricade direttamente sulla vita quotidiana di cittadini e imprese: grazie alla comunicazione diretta tra le banche dati pubbliche, l’azione amministrativa diventa più efficien