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Dall'America a Salerno per ritrovare il luogo dove morì lo zio aviatore
(di Francesc Blasi)
Ha attraversato l'oceano per
ritrovare lo zio morto in guerra. Cheri Stewart è arrivata da
Philadelphia con una meta precisa: le montagne di Salerno dove,
83 anni fa, precipitò il bombardiere B-17 sul quale volava suo
zio Charles M. Stewart, giovane aviatore americano di appena
vent'anni. Cheri ha deciso di partire dopo la morte del
fratello, che per tutta la vita aveva custodito la memoria dello
zio e raccolto ogni traccia possibile di quel ragazzo partito
per la guerra e mai più tornato a casa. Il padre di Cheri,
invece, aveva scelto il silenzio, incapace di affrontare il
dolore per quella perdita. Alla morte del fratello, la donna ha
raccolto quel testimone e ha deciso di arrivare in Italia.
Ad accompagnarla nel sopralluogo sono stati i volontari
dell'Associazione Salerno 1943, da anni impegnati nella ricerca
e nella ricostruzione delle vicende legate all'Operazione
Avalanche attraverso documenti militari, testimonianze e
ritrovamenti. E proprio durante la ricerca è arrivato un momento
inatteso e particolarmente emozionante. Tra la vegetazione,
quasi come se il terreno avesse restituito una piccola parte di
quella storia proprio nel giorno del ritorno della famiglia, è
stato trovato un frammento metallico riconducibile al B-17.
Il bombardiere, di ritorno da una missione sugli aeroporti
di Foggia, venne intercettato e colpito pesantemente dalla
contraerea e dai caccia dell'Asse. Due motori fuori uso, l'aereo
gravemente danneggiato e il comandante Bernard B. Pasero
costretto a ordinare l'evacuazione. I dieci uomini
dell'equipaggio si lanciarono in momenti diversi. Charles M.
Stewart, che ricopriva il ruolo di mitragliere laterale,
raggiunse il suolo gravemente ferito alle gambe. Morì il giorno
successivo. Venne inizialmente sepolto in Italia, nel cimitero
di Sant'Angelo dei Lombardi. Nel 1952 la salma fu restituita
alla famiglia negli Stati Uniti.
A ricostruire la storia dello schianto è stato Matteo
Pierro, referente storico dell'Associazione Salerno 1943 e
autore del volume Salerno 1943. Gli aviatori, le storie ed i
ritrovamenti dell'Operazione Avalanche, nel quale la vicenda del
B-17 è stata approfondita insieme a Luigi Fortunato e Gigino
Vitolo, residente nella frazione ai piedi della collina. "Cheri
- racconta all'Ansa Vincenzo Pellegrino, presidente
dell'Associazione Salerno 1943 - ha attraversato l'oceano per
ricordare un familiare morto durante la guerra, testimonianza di
quanto sia ancora viva la memoria di quegli anni. L'Operazione
Avalanche non è soltanto una pagina nei libri di storia: è
ancora dentro le famiglie, anche a migliaia di chilometri di
distanza. Se dopo oltre ottant'anni una donna attraversa un
oceano per raggiungere il luogo dove è morto suo zio -
sottolinea Pellegrino - significa che le conseguenze di un
conflitto non finiscono quando tacciono le armi. Conservare
queste storie significa ricordare il valore della pace".
Dall'America a Salerno per ritrovare il luogo dove morì lo zio aviatore
SALERNO,
05 ottobre 2026, 09:24
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