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TikTok lancia lo Shopping Assistant AI e il checkout con un clic
L’azienda ha presentato un nuovo Shopping Assistant, un agente AI conversazionale che dovrebbe aiutare gli utenti a scoprire e comprare prodotti. TikTok sostiene che capisca il contesto e si ricordi gusti ed esigenze lungo tutta la chat.
Può dire cose pratiche come i dettagli del prodotto, i tempi di spedizione, la taglia giusta e la disponibilità. Se alla fine ci si decide, aiuta persino a chiudere l’acquisto. Il tutto avviene in tempo reale, senza fare la fila.
L’altra novità è il checkout dentro l’app. Dal feed Per Te, il flusso di video che l’algoritmo cuce addosso a ciascuno di noi, si può comprare direttamente da un brand con un solo clic. Tra la voglia improvvisa e la carta di credito non resta praticamente nulla.
Il vantaggio per TikTok è evidente. Se l’utente non deve mai uscire, la piattaforma tiene in casa tutto il percorso d’acquisto, e con quello anche una fetta più grossa del valore delle transazioni. Il feed delle scoperte impulsive si trasforma in un negozio dove le domande trovano risposta e il portafoglio si apre senza fatica.
C’è poi un secondo bersaglio, meno dichiarato. Se si ha un dubbio su un prodotto e l’assistente è già lì, nell’app, forse non c’è bisogno di usare un chatbot esterno come ChatGPT di OpenAI per dissiparlo. TikTok sembra voler fare da recinto: dentro c’è tutto, e quindi non c’è motivo di scavalcare.
Per costruire il sistema l’azienda dice di lavorare con piattaforme di e-commerce e fornitori di pagamenti, tra cui Salesforce, Shopify, Shoplazza e Stripe.
Finora il motore delle ambizioni commerciali di TikTok era TikTok Shop, il marketplace interno. Le nuove funzioni portano gli strumenti d’acquisto fuori da quel recinto e dentro l’app intera, feed Per Te compreso. Lo shopping non è più in una vetrina separata, ma si infila nel flusso dei video.
Secondo il rapporto sull’impatto economico pubblicato da TikTok la settimana scorsa, l’attività sulla piattaforma ha contribuito a generare 81 miliardi di dollari di PIL per le imprese statunitensi. Inoltre 54 milioni di americani dichiarano di aver comprato qualcosa dopo aver visto un video, e in Italia le cose non sono tanto diverse, oramai. È la campana a morte del commercio tradizionale?