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La moglie del gioielliere graziato: 'Il mio eroe, mi ha salvato la vita'
"Ringrazio il presidente Sergio Mattarella per la grazia, anche se parziale, per me lui è il mio eroe, mi ha salvato la vita mentre subivo violenza". Così Maria Angela Distefano, parlando con l'ANSA, sull'iniziativa del Capo dello Stato su suo marito Guido Gianni, che oggi ha 66 anni, condannato a 12 anni e 4 mesi di reclusione per avere ucciso due banditi, e averne ferito un terzo, che tentavano una rapina nella sua gioielleria di Nicolosi (Catania). "Fino a ieri - aggiunge - piangevo lacrime di dolore, oggi di gioia. Penso a lui e a quello che ha passato, adesso spero di poterlo vedere tornare presto libero (Rpt: libero)". Alla domanda sulla condanna a suo marito glissa: "preferisco non rispondere, mi interessa vedere mio marito libero (Rpt:libero)...". Lui è attualmente agli arresti domiciliari per un differimento pena dovuto a motivi di salute. Maria Angela Distefano ricorda la sua iniziativa di raccolta firme per la grazia, ma non vuole aggiungere altro. "Ho parlato con l'avvocato - spiega - e attendiamo il risultato dei 'conteggi' sugli anni che gli restano da scontare e quelli che gli sono stati 'graziati'". Era stata lei, nel 2022, a lanciare una petizione su Change.org per chiedere la grazia al presidente della Repubblica. "Ha difeso me, la sua vita e quella di un cliente" disse la donna. Concetto che ha ribadito ancora oggi parlando di suo marito come "il suo eroe".
Il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha ora concesso la grazia parziale, che ha estinto tre anni e mesi due di reclusione, dopo una pena già espiata di cinque anni e tre mesi. Il gioielliere di Nicolosi ora dovrà espiare un residuo di pena detentiva, inferiore a quattro anni, che consente al Tribunale di sorveglianza l'eventuale applicazione dell'istituto dell'affidamento in prova al servizio sociale. All'inizio dell'inchiesta il gioielliere venne indagato per omicidio per legittima difesa. Nelle varie fasi processuali i periti ricostruirono che l'uomo dopo avere ingaggiato una colluttazione con i banditi li avrebbe feriti, ma i colpi mortali sarebbero stati esplosi mentre fuggivano. Il pm aveva chiesto 17 anni di reclusione. Gianni spiegò di non avere capito che l'arma degli aggressori, una copia perfetta di una calibro 9, fosse giocattolo, confermando di avere sparato due colpi di pistola in aria a scopo intimidatorio, come aveva già fatto nel dicembre del 1999 sventando un'analoga rapina, ma questa volta i banditi invece di fuggire gli puntarono una pistola alla gola. ''Ho sparato per difendere la vita di mia moglie e la mia, ho difeso la mia famiglia, non volevo uccidere'' disse Gianni agli investigatori.
La moglie del gioielliere graziato: 'Il mio eroe, mi ha salvato la vita'
CATANIA,
07 ottobre 2026, 22:27
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