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25 anni fa lo scontro all'aeroporto di Linate, 118 i morti nell'incidente
8 ottobre 2001: all'aeroporto milanese di Linate si scontrano un Cessna e un MD87 della compagnia aerea svedese Sas. Dopo l'impatto l'aereo di linea, che stava decollando, si schianta contro un capannone in cui lavorano diversi dipendenti della Sea. Nel disastro muoiono tutte le 110 persone a bordo dell’MD-87, i quattro occupanti del Cessna e quattro dipendenti della Sea che si trovavano nell’edificio.Il bilancio complessivo è di 118 vittime. Si tratta dell'incidente più grave nella storia dell’aeroporto di Linate.
Un errore umano, nella fitta nebbia che stamani avvolgeva l'aeroporto milanese di Linate: e' la causa finora piu' accreditata dello scontro a terra tra un MD87 e un piccolo Cessna che ha provocato la morte di 118 persone, i 104 passeggeri e i sei membri dell'equipaggio del grosso jet, i due piloti e i due passeggeri del piccolo reattore e, infine, quattro dipendenti della Sea, che si trovavano in un capannone contro il quale si e' schiantato l' aereo della Sas. La dinamica dell' incidente e' apparsa presto chiara ed ha diradato i timori che si trattasse di un attentato legato al terrorismo islamico. Gia' dai primi accertamenti si e' capito che il Cessna aveva attraversato la pista tagliando la strada all' Md87 che era in fase di decollo diretto a Copenaghen. L' aereo, lanciato a 350 km/h e con il muso gia' sollevato, ha urtato con il carrello quello piu' piccolo, disintegrandolo. Poi si e' girato di 45 gradi sul lato destro, ha arato il prato e si e' schiantato contro il capannone, nel quale una quindicina di persone stavano lavorando allo smistamento dei bagagli. L' impatto e' stato violentissimo. Ne sono seguite alcune esplosioni e un gigantesco rogo causato dal carburante fuoriuscito dai serbatoi dell' aereo, pieni. Non c'e' stato scampo, nonostante la tempestivita' dei soccorsi, per chi era a bordo dell'aereo (56 italiani, 48 stranieri e sei membri d'equipaggio) e per quattro dei dipendenti della Sea che lavoravano nel capannone. Ma quello che ora gli inquirenti si stanno chiedendo e' cosa ci facesse il Cessna, in quel momento e in quel punto della pista R36, lunga 2.440 metri e larga 60. Nel piccolo velivolo, un 'Citation 2' che si era mosso dal settore dei voli privati 'Ata', i due piloti tedeschi della compagnia Air Evex avevano preso a bordo per un volo dimostrativo fino a Parigi, Stefano Romanello, rappresentante in Europa della casa costruttrice di velivoli americani e il presidente della industria alimentare Star, Luca Giovanni Fossati, interessato all'acquisto del bireattore da 12 miliardi. Il piccolo velivolo, invece di fare un lungo giro esterno, ha percorso la bretella di raccordo 'Romeo 6' che interseca la pista principale di decollo. Una procedura ammessa, secondo alcuni testimoni, ma che prevede lo stop prima dell'intersezione delle piste e una autorizzazione della torre di controllo prima di attraversare dopo aver superato una segnalazione luminosa rossa. E poi stamattina, alle 8.14, l'ora dello schianto, l'aeroporto operava in categoria 3B, cioe' con una visibilita' per nebbia non superiore a 75 metri e, in quelle condizioni, la torre non poteva vedere i velivoli. A questo punto le domande: c'e' stato un malinteso nelle comunicazioni tra i piloti e la torre? Il Cessna doveva percorrere la bretella R5, quella che fa il giro della pista senza attraversarla, invece che la R6? Le luci di segnalazione erano in funzione e, soprattutto, erano rosse, cosi' come le hanno trovate piu' tardi i poliziotti? Pochi attimi fatali e un bel po' di sfortuna (l'Md 80 a quel punto avrebbe potuto essere staccato dalla pista di qualche decina di metri un margine sufficiente a passare sopra all' 'intruso' e invece ha staccato piu' lungo per via della nebbia) e Linate si e' trovata di fronte al piu' grave disastro della sua lunga storia, che e' anche il piu' grave in Italia negli ultimi trent' anni. Adesso le risposte sono consegnate alle indagini della polizia e del Pm Celestina Gravina la quale, dopo il sopralluogo, h