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Amazon è pronta a sfidare Starlink con Project Kuiper
Amazon ha superato una soglia operativa cruciale per portare sul mercato Project Kuiper, il servizio di connettività satellitare in orbita bassa che ora prende forma commerciale con il nome Leo. Dopo l'ultimo lancio di 29 satelliti a bordo di un razzo Atlas V di United Launch Alliance, la costellazione è arrivata a 396 satelliti, abbastanza, secondo l'azienda, per avviare un servizio continuo su alcune latitudini iniziali entro fine anno.
Il passaggio non significa che la copertura sarà subito globale, né che il servizio arriverà immediatamente a tutti i clienti residenziali e business. Amazon ha finora condotto test limitati in ambito enterprise, ma non ha ancora aperto un'offerta commerciale ampia per famiglie, pubbliche amministrazioni e gran parte delle aziende. La prima fase servirà quindi a trasformare la rete da infrastruttura sperimentale a piattaforma commerciale.
La sfida è diretta a Starlink, che resta il riferimento del mercato grazie al vantaggio accumulato negli anni. SpaceX ha iniziato a schierare satelliti operativi nel 2019 e ha già lanciato circa 10.000 unità, con oltre 12 milioni di clienti nel mondo. Amazon, che nello stesso periodo annunciava Kuiper, entra quindi in campo con una rete ancora molto più piccola, ma sostenuta da una strategia industriale di lungo periodo.
Il piano finale prevede circa 7.700 satelliti, un numero necessario per aumentare capacità, copertura e resilienza del servizio. In questo senso, la connettività satellitare non è solo una questione di terminali e abbonamenti: rientra nella stessa corsa infrastrutturale che sta ridisegnando cloud, reti e servizi digitali, un contesto in cui anche l'uso dell'AI nei servizi professionali mostra quanto la qualità dell'infrastruttura conti più della promessa commerciale.
Il ritardo accumulato da Amazon dipende soprattutto dalla disponibilità dei lanci. L'azienda aveva firmato decine di contratti nel 2022 con United Launch Alliance, Arianespace e Blue Origin, aggiungendo poi anche servizi di lancio acquistati da SpaceX. Diversi fornitori hanno però dovuto fare i conti con rinvii, sviluppo dei razzi e finestre operative più strette del previsto.
Un ulteriore problema è arrivato con Blue Origin, dopo l'esplosione di un razzo New Glenn durante un test statico pre-lancio. L'incidente ha fatto slittare una missione destinata a trasportare satelliti Amazon, mentre Blue Origin punta a riportare New Glenn in volo dopo la ricostruzione delle infrastrutture e la chiusura dell'indagine tecnica.
Il prossimo lancio di satelliti Leo è previsto con il razzo Vulcan di United Launch Alliance, più capace dell'Atlas V in termini di carico utile. Amazon afferma di avere centinaia di satelliti già completati in attesa di partire da Cape Canaveral e di aver ampliato gli impianti di preparazione per aumentare il ritmo di dispiegamento.
Per gli utenti, sarà importante capire quanto rapidamente la rete potrà passare da copertura iniziale a servizio competitivo. La banda larga in orbita bassa promette latenze più contenute rispetto ai vecchi sistemi satellitari geostazionari, ma richiede una costellazione fitta e una logistica di lancio costante. Amazon ha finalmente abbastanza satelliti per iniziare, ma il confronto con Starlink si giocherà sulla scalabilità.
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