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5 giochi PS1 e PS2 che ho scoperto grazie alle demo e non ho mai più dimenticato
C'era un tempo ormai lontanissimo in cui i dischi demo ti facevano scoprire davvero il mondo. Principalmente diffusi su console PlayStation, questi CD erano di solito pieni di versioni dimostrative di grandi giochi e titoli più di nicchia sui quali spesso si passavano anche ore intere nonostante la loro brevità.
Avendo vissuto da piccolo quel periodo ricordo ancora bene quanti videogiochi ho scoperto grazie alle demo, alcuni dei quali poi presi immediatamente ed altri che invece ho recuperato soltanto molti anni dopo. Me ne vengono in mente cinque in particolare di cui ancora oggi conservo un ricordo chiaro ed indelebile:
Ebbene sì, Crash Bandicoot l'ho scoperto proprio tramite un CD Demo. Ho infatti trascorso l'infanzia in compagnia delle console Nintendo e di conseguenza non avevo mai avuto modo di provare un'avventura dell'iconico marsupiale arancione di Naughty Dog.Presa poi una PS1 quando iniziavo ad essere già grandicello, i negozi che frequentavo ai tempi mettevano a disposizione anche molteplici dischi demo provenienti da varie annate e stagioni differenti, e proprio uno di questi conteneva una versione dimostrativa di Crash Bandicoot comprensiva soltanto di un singolo livello ambientato nelle fasi iniziali di gioco. Eppure, nonostante fosse soltanto uno, lo giocai fino allo sfinimento per quanto fosse divertente. Subito dopo chiesi ai miei di regalarmi il titolo completo, accompagnato successivamente anche dai suoi seguiti. Il resto è storia.
In un altro CD demo consumai la versione di prova di Tekken 3, tuttavia il leggendario Picchiaduro targato Namco lo conoscevo già bene visto che ebbi modo di scoprirlo dapprima in sala giochi. Ricordo tuttavia che quel disco conteneva la demo anche di un altro Picchiaduro decisamente particolare: parliamo di Destrega, titolo del 1998 prodotto da Koei e sviluppato da Omega Force. A differenza dei suoi contemporanei, Destrega si distingueva per un gameplay 3D che lasciava al giocatore piena libertà di movimento sul campo di battaglia, con la possibilità inoltre di attaccare gli avversari da lunghe distanze grazie a poteri magici in alternativa ai combattimenti corpo a corpo. La demo aveva solo due personaggi giocabili ma aveva uno stile unico ed accattivante che ti spingeva a giocarci in continuazione. Nonostante ne fossi rimasto colpito, alla fine all'epoca non presi il gioco completo, anche perché non era neanche così facile da reperire.
Qui il discorso è un po' diverso, ma comunque sempre legato a un disco promozionale, stavolta per PlayStation 2: di Devil May Cry non c'era infatti una demo giocabile ma un corposo video-gameplay che mescolava sequenze filmate e gli spettacolari combattimenti alla base del classico Capcom. E rimasi letteralmente senza fiato di fronte alle spettacolari meraviglie messe in mostra da Dante, che faceva strage di demoni attraverso combinazioni di spada e armi da fuoco. Il tutto poi condito con scenari a tinte gotiche evocativi e un accompagnamento musicale adrenalinico. Inutile dire che volevo giocare a tutti i costi quel titolo ai miei occhi così incredibile, ma per i miei genitori ero ancora "troppo piccolo" per giochi così violenti (quando vidi quel trailer avevo 11 anni) e di conseguenza dovetti inizialmente lasciar perdere. Ma alla fine, dopo un lavoro di convincimento, li convinsi a farmelo regalare qualche tempo dopo. Oggi Devil May Cry è ancora tra i miei giochi preferiti di ogni epoca, ed è stato proprio merito di quel filmato incluso in un DVD Demo se me ne sono innamorato così profondamente.
Da piccolo non ero un fan dei giochi di corse "realistici" (e diciamo che ancora oggi quelli simulativi non sono esattamente tra i miei generi preferiti), adoravo quelli su go-kart ma la mia esperienza non andava oltre. Quando però trovavo dei Racing dentro i CD demo ero comunque curioso di provarli, così per vedere come funzionavano e quanto erano difficili. Gran Turismo mi rimase subito impresso perché ai tempi sembrava avere una grafica davvero