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Perché si scelse un open world per il primo Grand Theft Auto?
Non sarà invecchiato benissimo, ma chi nel lontano 2997 giocò il primo Grand Theft Auto non potè che restare colpito da quel particolare approccio open world che permetteva di gironzolare per la città e seminare il caos, ignorando bellamente le missioni principali. Ma perché gli sviluppatori decisero di ambientare il gioco in un mondo aperto?
In realtà, pare che non ci fosse alcuna intenzione in origine di creare un titolo open world. A spiegarlo sono stati alcuni sviluppatori del gioco, che ai tempi lavoravano in DMA Design, studio oggi noto come Rockstar North. In occasione di un panel della Scottish Game Developers Association, gli sviluppatori hanno spiegato che il primissimo capitolo di Grand Theft Auto (quello con la visuale dall'alto, per chi non lo ricordasse bene) venne concepito come un titolo lineare, con un menu attraverso il quale selezionare le varie missioni.
A quanto pare, però, il capo programmatore Keith Hamilton ed il suo team non avevano particolare voglia di studiare un'interfaccia utente che permettesse di passare da una missione all'altra e si decise così di adottare un approccio differente da quello classico: dopo ogni missione, si poteva girare liberamente per il mondo di gioco e accettare un altro incarico da un telefono, azione fortemente ispirata al film Die Hard con Bruce Willis. In parole povere, quella che è poi diventata una caratteristica simbolo della serie è nata per la pigrizia degli sviluppatori.
È stato svelato anche che il team di DMA Design temeva fortemente il confronto con Driver, che risultava essere un prodotto superiore dal punto di vista puramente grafico: fu per questo che si decise di pubblicare una versione demo tramite la rivista Official PlayStation Magazine, grazie alla quale in tanti ebbero l'opportunità di toccare con mano il gioco e dare il via ad un passaparola che lo rese incredibilmente popolare.
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