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Benzinai lanciano proposta per price cap statale sui carburanti
Un tetto al prezzo dei carburanti
(price cap) imposto dallo stato, variabile e temporaneo, basato
su indicatori di mercato oggettivi. E' la proposta lanciata
dalle organizzazioni dei benzinai Faib-Confesercenti e Fegica
nel corso di una conferenza stampa a Roma.
Le due associazioni di categoria hanno da subito criticato il
price cap messo dall'Eni e poi dagli altri grandi gruppi
petroliferi (Ip, Q8 e Tamoil). Secondo i benzinai, si tratta di
iniziative arbitrarie di grandi imprese con posizione dominante,
che distorcono il mercato, danneggiano i piccoli operatori e
discriminano i consumatori (chi vive lontano da stazioni dei
grandi gruppi, non può usufruire dello sconto).
Faib-Confesercenti e Fegica propongono un price cap sui
carburanti imposto dalla stato con decreto del governo, valido
per tutti gli operatori. Un tetto basato su indicatori oggettivi
ed universalmente riconosciuti delle componenti del prezzo
(quotazioni del greggio, costi di trasporto, costi di
raffinazione, tasse), attraverso la metodologia Iosco. Il cap
sarebbe dinamico, cioè si muoverebbe al variare degli
indicatori, e temporaneo, per 90 giorni prorogabili fino a 180.
I benzinai ritengono che, sulla base delle rilevazioni del
governo, l'attuale aumento dei prezzi dei carburanti sia dovuto
non tanto alle quotazioni del greggio, quanto all'aumento dei
margini di profitto sulla raffinazione. Un price cap pubblico e
basato su indicatori oggettivi a loro avviso eliminerebbe questa
anomalia.
Benzinai lanciano proposta per price cap statale sui carburanti
ROMA,
12 ottobre 2026, 14:20
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