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Morta a 18 mesi per un'infezione dopo la nascita, il gip dispone nuove indagini
Il Tribunale di Bari ha disposto nuove indagini sul caso di una bambina morta all'età di 18 mesi a causa delle conseguenze di una infezione contratta dopo la nascita. La gip Ilaria Casu ha accolto l'opposizione alla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura di Bari, dando al pm novanta giorni per effettuare ulteriori accertamenti. Nel fascicolo risultano indagati per omicidio colposo il ginecologo di fiducia della madre e il responsabile della terapia intensiva neonatale dell'ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti, dove la bambina era nata prematura (alla 27/a settimana) da un parto cesareo gemellare eseguito di urgenza. I genitori, baresi di 34 e 40 anni, avevano denunciato i due medici poco dopo la nascita dei gemelli, a ottobre 2022, per lesioni gravissime, "poi rivelatesi irreversibili" si legge negli atti. La bambina è morta a maggio 2024 per le conseguenza delle lesioni cerebrali causate dalla infezione da streptococco contratta in ospedale dopo la nascita. Il fratellino è vivo con alcune disabilità.
Accogliendo l'opposizione della famiglia, rappresentata dall'avvocato Nicola Quaranta (partner Tmdplex), la giudice ha disposto nuove verifiche sulla "tempestività della diagnosi e dell'eventuale profilassi della pre-eclampsia", una complicanza della gravidanza anche nota come gestosi, "da valutare con riferimento alle condizioni della gestante e ai fattori di rischio conoscibili dal ginecologo". Dovrà, inoltre, essere accertata "l'adeguatezza della gestione della minore prematura e, in particolare, la genesi e le modalità di trasmissione dell'infezione insorta durante la degenza".
Morta a 18 mesi per un'infezione dopo la nascita, il gip dispone nuove indagini
BARI,
12 ottobre 2026, 14:21
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