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Vincenzo Onorato, 'bomba o bettolina cause esterne del disastro Moby Prince'
"Ci furono Cause esterne", "nè
nebbia, nè errore umano come fu detto fin dalla mattina dopo",
per spiegare la collisione la sera del 10 aprile 1991 tra la
Moby Prince in uscita dal porto di Livorno e la petroliera Agip
Abruzzo in rada. Per l'armatore Vincenzo Onorato, audito dalla
Commissione parlamentare d'Inchiesta, "cause esterne obbligarono
a una manovra d'emergenza il comandante Ugo Chessa". Onorato ha
ipotizzato "una bomba fatta esplodere a prua", oppure "una
bettolina a fanali spenti" che si sarebbe parata davanti alla
Moby. Onorato ha escluso la versione data all'opinione pubblica
poche ore dopo e rimasta in piedi decenni. "Mi ricordo che la
mattina il comandante del porto di Livorno Albanese e il
ministro della Marina Mercantile, Calogero Vizzini, dopo un
colloquio fra loro a porte chiuse, uscirono e dettarono la
sentenza: errore umano e nebbia. E siamo andati avanti con
questo dogma". "Seguì disinformazione mediatica", "tutta la
storia processuale - ha detto - è stata indirizzata e inquinata
dal fatto che dissero 'nebbia e errore umano'. Non si usciva da
qua. E noi Onorato finimmo sul banco degli imputati con la
nostra compagnia". "Avevo 31 anni ed amministravo la compagnia
con mio padre 82enne - ha ricordato - Da 35 anni ripeto le
stesse cose: per me furono cause esterne, lo dissi subito.
Navigavo su Moby Prince. Di tutti i comandanti, quello del Moby
Prince Ugo Chessa nella mia vita non ho mai trovato uno come lui
con una scrupolosità e una rigidità nel comando assolute". La
collisione contro la petroliera Agip Abruzzo causò 140 morti
sulla nave Moby Prince, in particolare a causa dell'incendio che
scaturì dopo.
Vincenzo Onorato, 'bomba o bettolina cause esterne del disastro Moby Prince'
FIRENZE,
13 ottobre 2026, 17:49
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