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VZMORE AX9 Max, la recensione: finalmente il Ryzen AI 9 HX 470 dà il meglio di sé in un mini PC
Quanto può cambiare lo stesso processore quando viene messo nelle condizioni giuste per esprimersi? È la domanda che ci siamo fatti appena abbiamo visto la scheda tecnica del VZMORE AX9 Max, soprattutto perché una configurazione hardware praticamente identica, provata non molto tempo fa, ci aveva lasciato con qualche perplessità.
VZMORE è un nome nuovo anche per noi. Il marchio è nato nel 2026 e ha fatto il suo debutto internazionale a IFA di Berlino, puntando fin dall'inizio sui mini PC ad alte prestazioni e su una soluzione di raffreddamento proprietaria chiamata V-Cooling, basata su una camera di vapore pensata proprio per gestire processori potenti in spazi molto ridotti.
Ed è proprio questo l'elemento che ci incuriosiva di più dell'AX9 Max. Sulla carta troviamo il già noto AMD Ryzen AI 9 HX 470 con Radeon 890M, ma attorno c'è una piattaforma costruita con alcune scelte hardware decisamente interessanti. A prima vista potrebbe sembrare l'ennesimo mini PC di fascia alta molto simile agli altri, BIOS essenziale compreso. Dopo averlo messo seriamente alla prova, però, abbiamo capito che ci sono alcuni dettagli capaci di farlo risaltare parecchio nel mucchio.
La confezione del VZMORE AX9 Max si distingue subito da quelle a cui siamo abituati nel mondo dei mini PC. È più grande, più elegante e si apre a scrigno, con una presentazione decisamente più curata della media e coerente con il posizionamento premium del prodotto.
Il contenuto, però, resta molto più tradizionale. All'interno troviamo il mini PC, un alimentatore da 120W con relativo cavo di alimentazione, un cavo HDMI, la piastra VESA con le viti di montaggio e un piccolo manuale che illustra le operazioni principali, dallo smontaggio del dispositivo all'installazione dietro un monitor.
Quindi cambia soprattutto la presentazione, non la sostanza: la dotazione è completa e permette di iniziare a usare subito il mini PC, senza dover acquistare accessori aggiuntivi per il collegamento a un display o per il montaggio VESA.
Il VZMORE AX9 Max punta subito su una costruzione più curata della media.
La parte superiore e il telaio principale sono in alluminio, con una sensazione di solidità molto convincente e senza flessioni o scricchiolii. La sezione inferiore è invece in plastica, scelta funzionale al sistema di aspirazione dell'aria che caratterizza il design termico. Nel complesso il risultato è premium e ben assemblato, senza punti deboli evidenti.
Rispetto ad altri mini PC di fascia alta è un po' più spesso, ma non sembra spazio sprecato. La base è infatti quasi interamente dedicata alla presa d'aria, con una corona di feritoie che corre lungo tutto il perimetro inferiore e alimenta il sistema di raffreddamento interno. L'aria calda viene poi espulsa dalla grande feritoia posteriore. È una soluzione che spiega bene i 57,7 mm di altezza e che, come vedremo più avanti, ha conseguenze molto concrete sulle prestazioni.
Esteticamente il design resta abbastanza sobrio, con finitura argentata, angoli arrotondati e alcuni dettagli incisi sui lati che movimentano un po' le superfici. Più vistoso è invece lo scudo VZMORE al centro della parte superiore, decisamente grande e forse non elegantissimo.