// EVERYEYE.IT — GAMING
Bully, lo sviluppo è stato un vero inferno, dare vita al gioco è stato difficile con problemi su problemi
Sebbene tutti i riflettori siano puntati nella direzione del prossimo Grand Theft Auto 6, va detto che la storia di Rockstar Games vanta numerosi capolavori, alcuni dei quali sono ricordati dai fan con maggiore affetto. Tra questi c'è Bully, il GTA scolaresco uscito nel 2006, sul finire dell'epoca PS2.
Ora, parlando ai microfoni di IGN30 Icons, Dan Houser, ex vicepresidente di Rockstar Games coinvolto nella produzione di Bully nel ruolo di sceneggiatore, ha parlato dello sviluppo del gioco, definendolo "difficile".
"Il gioco ha avuto problemi per tutto il tempo. È stato difficile. Era un concept fuori dagli schemi. Abbiamo faticato non poco. Non ero sicuro che sarebbe venuto bene. Volevamo davvero che funzionasse. È stato molto divertente dopo, perché alla fine è andato tutto per il meglio. Il team ha fatto un ottimo lavoro. Alla fine è venuto fuori un gioco davvero forte".
Houser si è addentrato ancora di più nella questione, spiegando i motivi per i quali lo sviluppo di Bully fu così complesso - nonostante un paio di anni prima Rockstar Games rilasciò GTA San Andreas, per tanti l'apice dello sviluppatore in quella generazione: "Creare una nuova IP è molto stressante perché si tratta di fare qualcosa che nessuno ha mai fatto prima - ha sottolineato l'ex VP Rockstar -. E in particolare quel gioco, c'era tutta questa controversia intorno a causa del nome, o perché la gente lo aveva frainteso non avendolo mai visto. Quindi penso che una delle difficoltà con quel gioco sia stata che non ha mai ricevuto l'attenzione che meritava. Eravamo troppo concentrati sul cercare almeno di far sì che la gente lo tenesse in magazzino o che non ci fossero proteste ancora prima della sua uscita".
Effettivamente quell'epoca per Rockstar Games fu molto complessa e resa ancora più difficile dalle continue proteste legate ai suoi videogiochi. Dai GTA, da sempre nel mirino dei media, a Manhunt fino a Bully. Quest'ultimo, essendo legato a doppio filo con il mondo scolastico, destò non poche preoccupazioni fra gli adulti dell'epoca: "C'era un'enorme isteria intorno alla questione", ha spiegato Houser. "Abbiamo dovuto passare gran parte del 2006 a cercare di placarla, quindi non abbiamo potuto promuovere il gioco come avremmo fatto normalmente. Penso che questo non abbia aiutato. Voglio dire, era lo stesso periodo di Hot Coffee, e sembrava che tutto stesse implodendo. È stato molto stressante. Andare al lavoro ogni giorno, chiedersi chi avrebbe protestato e sperare che le cose si risolvessero per il meglio. Non sono stato direttamente coinvolto. Per fortuna, ero un po' in disparte e non ho partecipato direttamente all'organizzazione della maggior parte di quelle cose. Ma è stato davvero stressante per le persone coinvolte". Intanto qualche settimana fa Dan Houser ha parlato di cosa ha reso Bully così speciale.
Su God of War Laufey è uno dei più venduti di oggi.
Questo testo include collegamenti di affiliazione: se effettui un acquisto o un ordine attraverso questi collegamenti, il nostro sito potrebbe ricevere una commissione in linea con la nostra pagina etica. Le tariffe potrebbero variare dopo la pubblicazione dell'articolo.