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Hellraiser Revival Recensione: atmosfere disturbanti e tanti limiti tecnici per il ritorno di Pinhead
Hellraiser Revival offre un'atmosfera inquietante e fedele alla saga, ma soffre per meccaniche poco originali e difetti tecnici.
Hellraiser è uno di quegli universi narrativi che sembrano destinati a resistere a qualsiasi trasposizione, non perché sia intrinsecamente impossibile da adattare, ma perché la sua identità dipende da un equilibrio tanto sottile quanto disturbante. Turpe, oscena, ultraviolenta e allucinata, la creatura di Clive Barker perpetra il suo orrore senza freni da quasi quarant'anni. In una commistione fatta di desiderio carnale e sofferenza, Hellraiser è l'emblema della dissoluzione dei confini morali e della consapevolezza che la ricerca del piacere può trasformarsi in una forma di prigionia senza scampo. Trasporre un simile immaginario in un videogioco significa confrontarsi con un'eredità estetica e concettuale complessa e piuttosto articolata, ed è per questo che l'impresa di Saber Interactive - perlomeno dal punto di vista visivo - risulta davvero convincente.Clive Barker's Hellraiser: Revival restituisce alla saga la sua dimensione più carnale, sacrilega e psicologicamente inquietante. Il risultato è un survival horror in prima persona capace di offrire momenti di autentica suggestione, sostenuti da una direzione artistica riconoscibile e da un rispetto considerevole per il materiale originario. Eppure, accanto a intuizioni riuscite e sequenze di notevole impatto, emergono sin troppe incertezze strutturali e soluzioni ludiche talvolta semplicistiche, desuete e poco edificanti per il ritmo della conduzione di gioco, assieme a una sequela non trascurabile di imperfezioni tecniche che impediscono all'esperienza di raggiungere la piena maturità.
La premessa narrativa colloca il giocatore nei panni di Aidan Lynch, impegnato a salvare la propria compagna Sunny dopo essere stata suo malgrado trascinata in una dimensione infernale col coinvolgimento della Configurazione della Genesi.
L'enigmatico artefatto cubico, strettamente legato all'immaginario della saga, diviene qui il fulcro di una vicenda che intreccia la continua ricerca della donna smarrita in un altro piano dimensionale, la manipolazione ambientale e il confronto diretto con le forze sovrannaturali del Labirinto. A ostacolare il protagonista, com'è facile immaginare per gli amanti della saga, intervengono i Cenobiti e un culto che ne alimenta la venerazione, mentre la presenza di Pinhead riconduce costantemente l'avventura alla mitologia che ha reso celebre il franchise. Oltre a una storia che non brilla per originalità, con la rappresentazione di una discesa in un territorio ostile e il confronto con una minaccia apparentemente inarrestabile, bisogna ammettere che anche Aidan fatica a imporsi come protagonista memorabile, soprattutto perché la sua caratterizzazione non possiede la complessità necessaria per sostenere un universo nel quale perfino le figure secondarie dovrebbero contribuire a un senso diffuso di ambiguità e corruzione. La vicenda, tuttavia, trova una parte considerevole della propria efficacia nell'ambientazione e nei temi che la attraversano.Il corpo, la vulnerabilità e la perdita del controllo assumono un significato che va oltre la semplice spettacolarizzazione della violenza, ma la scrittura non riesca sempre a valorizzare simili tematiche con la dovuta incisività. Tra passaggi molto prevedibili e soluzioni di gioco che sembrano pescate dai tie-in di almeno un paio di generazioni fa, Hellraiser: Revival perde mordente ben prima delle 8-9 ore che impiegherete per vedere i titoli di coda.
Se la storia presenta alcune fragilità, è sul versante dell'atmosfera che Hellraiser: Revival manifesta invece le proprie qualità migliori. Gli ambienti da attraversare - malati, imprevedibili, dalle impossibili architetture brutaliste - costituiscono il vero cuore dell'esperienza: spazi opprimenti, contorti, scenari nei quali la materialità degli oggetti sembra perdere progressivamente la propria funzione ordinaria per assumere connotazion