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Manovra, 5 miliardi da banche e assicurazioni. Istituti sorpresi
La manovra parte da 23,5 miliardi di euro. Al centro la tutela del potere d'acquisto, soprattutto delle famiglie e dei più fragili, e gli investimenti delle imprese, sempre salvaguardando la sostenibilità dei conti pubblici. Proprio per questo le coperture sono essenziali: i ministeri faranno il loro con tagli di oltre un miliardo, i giochi daranno un contributo, ma la parte del leone è chiesta al settore finanziario. Il documento programmatico di bilancio, inviato nella notte dal Tesoro a Bruxelles, traccia lo scheletro della manovra.
Banche e assicurazioni saranno chiamate a contribuire con 5 miliardi nel 2027 e quasi 11 nel triennio. Una richiesta in qualche modo anticipata da membri del governo, in primis Matteo Salvini, ma che ora, messa nero su bianco, lascia il settore interdetto. Nessun commento ufficiale, ma da diverse fonti del mondo bancario trapela la contrarietà a un nuovo esborso dopo che lo scorso anno era stato raggiunto un accordo triennale per 10 miliardi di euro.
La notizia sarebbe arrivata senza alcuna negoziazione, senza preavviso e senza specificare come sarà diviso l'onere fra banche, assicurazioni e eventualmente altre società finanziarie. L'avrebbero spuntata, invece, le società energetiche, dopo il price cap volontario sui carburanti. L'incertezza è massima anche su quale potrebbe essere il tipo di intervento sugli istituti bancari, che potrebbe riguardare di nuovo le Dta (crediti scontabili in anni futuri) o altre misure. Forza Italia ha escluso un intervento sugli extraprofitti e chiede che la misura sia concordata. Soddisfazione trapela invece dalla Lega con Claudio Borghi che definisce il documento "un segnale positivo". Le maggiori voci della manovra saranno per le politiche per le famiglie e la spesa sociale, 5 miliardi. Nella tabella del Dpb, segue la difesa con 4,5 miliardi: un po' meno dello 0,3% del Pil previsto dalla flessibilità della Nec perchè lo 0,1% è già previsto nei tendenziali. Alla sanità vanno 2,4 miliardi. Per le infrastrutture (in cui confluirà parte della flessibilità per l'energia) sono stanziati 3,1 miliardi. Per le misure fiscali ci sono 2,16 miliardi, pochi per accontentare le richieste sul tavolo. Solo l'estensione dello scaglione Irpef al 33% fino a 60mila euro costa 2,7 miliardi, ma tra gli interventi più caldeggiati c'è anche la flat tax fino a 100mila euro e quella per i giovani, la detassazione delle tredicesime e degli aumenti contrattuali.
"La definizione puntuale degli interventi terrà conto degli esiti delle interlocuzioni in corso con le autorità europee", premette il testo. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è a Bruxelles al Consiglio europeo a far sentire le proprie ragioni. L'obiettivo è ottenere qualche margine in più per rimpolpare una manovra che, per ora, è la più magra degli ultimi quattro anni, lontana dal provvedimento elettorale in cui molti nella maggioranza avevano sperato fino a qualche tempo fa. Lo scenario internazionale ha del resto imposto la massima prudenza, tra tensioni geopolitiche, crisi energetica, inflazione e tensioni sui titoli di stato.
L'opposizione la vede però diversamente e interpreta il Documento programmatico di bilancio come "il conto del fallimento di Meloni", con le parole del presidente dei senatori dem, Francesco Boccia, che denuncia una crescita insufficiente, debito in crescita e salari reali al palo. Gli risponde il collega Giorgio Salvitti di Fratelli d'Italia: "prendi solo i dati che ti fanno comodo e descrivi l'apocalisse economica alle porte". Secondo il deputato di Avs Angelo Bonelli "per Meloni un carro armato vale più di cinque pronto soccorso" perché i fondi della manovra per la sanità sono circa 2,4 miliardi e quelli per la difesa 4,6 miliardi. Mentre per il leader di Noi Moderati, Maurizio Lupi "l'obiettivo della maggioranza è trasformare le risorse disponibili in risposte concrete per gli italiani".