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Recensione Samsung Galaxy A18: il prezzo più basso giustifica tutto?
Un anno fa recensivamo Galaxy A17 che non ci aveva del tutto convinto. Un anno dopo esce Galaxy A18, in un mercato decisamente cambiato e purtroppo non in positivo. Scopriamolo nella nostra recensione completa.
All'interno della confezione troviamo ancora una volta solo il cavetto USB-C. Nessuna novità quindi in tal senso.
Dal punto di vista costruttivo le novità non sono molte. Si tratta di uno smartphone realizzato in plastica, spesso 7,7 millimetri e con un peso di 196 grammi, non pochissimo considerando l'assenza di un frame in metallo o un retro in vetro. Il design è comunque moderno e in linea con il resto della famiglia Samsung, oltre ad essere moderno e piacevole. Il blocco fotocamere non è troppo sporgente e in generale l'impressione, almeno guardandolo al posteriore, è quella di avere uno smartphone di fascia superiore rispetto a quella a cui realmente appartiene. Lo smartphone guadagna poi una nuova certificazione IP64, andando a migliorare quindi la sua protezione alla polvere rispetto all'anno prima. Invariata quella per l'acqua.
La grande novità rispetto al modello dell'anno precedente è nel processore, adesso aggiornato all'Exynos 1610 octa core da 2,4 GHz con GPU Mali G68.
Si tratta di un passo in avanti, ma non certo particolarmente sensibile. Soprattutto considerando che la RAM rimane da 4 GB. Pochi nel 2026 per pensare a uno smartphone che possa durare nel tempo. La memoria interna è invece da 128 o 256 GB ed è espandibile sfruttando lo slot per la microSD in condivisione con quello della seconda nanoSIM. Manca invece purtroppo ancora il supporto eSIM. La connettività per il resto rimane modesta: Wi-Fi 5, Bluetooth 5.3 e NFC. Il lettore di impronte digitali rimane sul tasto ed è preciso ma abbastanza lento nel riconoscere quando viene attivato. L'audio è infine mono ed è ok per la fascia di prezzo.
In più al momento non è prevista una versione 5G, che c'era su Galaxy A17, mentre qui abbiamo solo il 4G. Sufficiente per molti, ma non certo a prova di futuro.
Nessuna novità nel comparto fotografico che rimane modesto. Abbiamo una 50 megapixel ƒ/1.8 principale, accompagnata da un sensore da 5 megapixel grandangolare ƒ/2.2 e una fotocamera macro da 2 megapixel.
Sempre simpatico poter contare su di una lente grandangolare ma come potete immaginare la qualità è tutt'altro che all'altezza. Abbiamo immagini godibili solo dalla fotocamera principale, che comunque non può certo paragonarsi a quella di uno smartphone di fascia anche solo leggermente superiore. Non abbiamo fatto foto da buttare dalla fotocamera da 50 megapixel di questo smartphone, ma allo stesso tempo gli manca quella nitidezza e quella riproduzione dei colori di smartphone di fascia superiore. Rispetto agli altri smartphone della fascia A di Samsung gli manca poi anche la stabilizzazione ottica del sensore.
La fotocamera frontale da 13 megapixel ƒ/2.0 non riceve aggiornamenti e può fare selfie accettabili, ma niente di più. La parte video allo stesso modo non è brillante e produce filmati tremolanti in movimento e solo in Full HD. Diventano accettabili solo se registrati da fermi e con un buon polso stabile.
Si tratta di un pannello da 6,7 pollici in risoluzione Full HD (1.080 x 2.340 pixel) e in tecnologia AMOLED con refresh rate a 90 Hz (fisso, oppure bloccato a 60 Hz). È uno schermo che si lascia apprezzare ma che in termini tecnologici rimane leggermente indietro ai concorrenti. Queste carenze tecnologiche però non si notano in molti casi durante l'utilizzo quotidiano, dove il display rimane uno dei componenti più interessanti di questo smartphone, così come degli altri della lineup Samsung. Peccato che il vetro protettivo sia ora un Gorilla Glass 3, invece del Gorilla Glass Victus dello scorso anno. Un po'"vintage" anche la soluzione del notch a goccia frontalmente per contenere la fotocamera, invece del più moderno foro.