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Tutti usano l'IA: dipendente Xbox conferma l'utilizzo della tecnologia per sviluppare videogiochi
In un recente intervento pubblicato sui propri canali social, Brandon Stirrup, senior business strategy manager presso la divisione Xbox di Microsoft, ha espresso una serie di considerazioni sul ruolo dell'intelligenza artificiale all'interno dell'industria videoludica. Dopo aver raccontato di aver realizzato nel fine settimana un prototipo giocabile partendo da semplici prompt e senza alcuna competenza pregressa nella programmazione, Stirrup ha sottolineato come le barriere d'ingresso allo sviluppo si stiano riducendo rapidamente. Il manager ha espresso consapevolezza sul valore e sui limiti di queste tecnologie, evidenziando come la creazione di contenuti personalizzati sia ormai un dato di fatto con cui il settore deve fare i conti, indipendentemente dalle opinioni dei consumatori.
In una serie di tweet cancellati (via Windows Central), Stirrup ha criticato l'atteggiamento di gran parte dei vertici dell'industria, sostenendo che sia l'unico settore a rallentare la transizione verso l'IA a causa dell'accoglienza negativa da parte dell'utenza. "Il gaming è l'unico settore in cui i leader hanno paura di parlare di IA. Gli utenti vogliono la verità: usiamo l'intelligenza artificiale", ha dichiarato il manager, tracciando un parallelo con altri ambiti produttivi in cui l'adozione di questi strumenti è ormai considerata la totale normalità. La posizione si inserisce nel solco delle iniziative promosse dalla dirigenza guidata dal CEO Asha Sharma, che pur con cautela ha inaugurato la divisione Xbox Labs per esplorare le applicazioni dell'IA nello sviluppo e nelle mod.
L'ammissione di Stirrup riflette una prassi sempre più diffusa tra i publisher di fama globale - compresi colossi del calibro di Capcom, che hanno già confermato l'impiego di strumenti d'ausilio per la produzione -, riaprendo tuttavia il dibattito sulle implicazioni qualitative. Se da un lato l'IA permette di accelerare lo sviluppo dei giochi e ridurre i costi di produzione, dall'altro c'è chi sostiene la qualità possa andare ad abbassarsi considerevolmente, portando alla creazioni di giochi sempre più derivativi.