// PUNTO INFORMATICO — MOBILE & WEB
Apple deve consentire l’accesso al chip NFC anche in UK
La Competition and Markets Authority (CMA) del Regno Unito ha avviato una consultazione pubblica sulle proposte che dovrebbero garantire un accesso meno vincolante al chip NFC degli iPhone e quindi consentire una maggiore concorrenza nel mercato dei pagamenti contactless. Continua quindi il procedimento antitrust avviato dopo l’assegnazione dello Strategic Market Status all’azienda californiana.
Da oltre due anni, gli sviluppatori europei possono accedere gratuitamente al chip NFC per offrire app di pagamento alternative a quella di Apple. L’obbligo di interoperabilità è previsto anche dal Digital Markets Act.
A partire da iOS 18.1, l’accesso al chip NFC è disponibile anche in altri paesi, tra cui il Regno Unito. Tuttavia, come sottolinea la CMA, le regole di accesso e le commissioni elevate impediscono alle aziende britanniche di offrire soluzioni alternative. In Europa ci sono ad esempio le app di pagamento di Vipps, PayPal, Klarna, Curve e BBVA. Nel Regno Unito non c’è nulla.
In base alla proposta dell’autorità antitrust, Apple dovrebbe consentire l’accesso al chip NFC tramite i principali standard della tecnologia contactless, in particolare tramite HCE (Host Card Emulation) come in Europa, oltre che tramite la tecnologia proprietaria SE (Secure Element).
La CMA non chiede di fornire un accesso gratuito, come in Europa, ma di ridurre sostanzialmente le commissioni attuali che impediscono una reale concorrenza e una maggiore scelta per gli utenti. Le parti interessate potranno inviare commenti sulla proposta entro il 17 novembre. Revolut ha espresso un giudizio positivo sulla proposta.
Apple ha invece utilizzato la solita giustificazione per evitare di aprire il suo famoso “giardino recintato”:
Gli sviluppatori potevano già offrire pagamenti contactless grazie alla tecnologia NFC e al Secure Element che conserva informazioni sensibili come le credenziali delle carte e le chiavi crittografiche. Non riteniamo che la CMA debba imporre ad Apple l’adozione di un approccio che offra minori tutele in termini di privacy e sicurezza. Continueremo a collaborare in modo costruttivo per giungere ad una soluzione che sia nel migliore interesse dei nostri utenti.