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EA si difende dopo la chiusura di BioWare: "Siamo il publisher numero uno nel gaming HD occidentale"
All'indomani dell'annuncio relativo alla chiusura di BioWare e al licenziamento di circa 400 dipendenti, emergono nuovi dettagli in una lettera interna inviata ai collaboratori dal chief operating officer David Tinson e dal chief studios officer Cam Weber. Nel documento, in cui si parla anche del leveraged buyout da 55 miliardi di dollari guidato dal fondo sovrano saudita PIF, i vertici di Electronic Arts hanno difeso l'operato dell'azienda definendola il "publisher numero uno nel gaming HD occidentale", giustificando il drastico ridimensionamento con la necessità di riadattare la strategia aziendale di fronte alle rapide trasformazioni del mercato e alla crescente saturazione dell'offerta videoludica.
All'interno della comunicazione, l'archiviazione di oltre trent'anni di storia dello studio canadese e la contestuale cancellazione del nuovo capitolo di Mass Effect vengono affrontate in un paragrafo. "Mentre ci concentriamo su opportunità più ampie, un piccolo team presso BioWare stava lavorando alle prime fasi di sviluppo del prossimo Mass Effect. Abbiamo preso la decisione di non procedere oltre, il che comporta la chiusura dello studio e della sede di Edmonton. BioWare è uno studio leggendario che ha contribuito a definire il genere dei giochi di ruolo, e non abbiamo preso questa decisione alla leggera", si legge nella nota, che conferma inoltre la sospensione del progetto Project Lotus per la serie di The Sims e il ridimensionamento del team al lavoro sul nuovo capitolo di Skate.
La visione strategica presentata dai dirigenti si fonda su tre pilastri, "Consolidare il core business, espandere la portata e trasformare le attività", traducendosi in un netto disinvestimento dai progetti a margine per convogliare le risorse sui franchise a più alto rendimento economico. EA intende infatti potenziare la divisione EA Sports, esplorare mercati emergenti in forte espansione come l'Asia e concentrare le produzioni d'azione ad alto budget sulle saghe di grande popolarità, affidandosi soprattutto a studi come Respawn Entertainment e DICE.