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Eni, utile netto rettificato +70% nei 9 mesi a 6,4 miliardi. Descalzi, risultati eccellenti
Eni archivia i primi nove mesi del 2026 con un utile netto rettificato pari a 6,4 miliardi di euro, segnando un +70% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre nel terzo trimestre dell'anno si è attestato a 2,8 miliardi, in crescita del 125%. Lo comunica la società, rilevando risultati che "migliorano ulteriormente le prospettive per l'esercizio 2026" e un debito ai "minimi storici".
L'utile netto dei primi nove mesi dell'anno è di 7,59 miliardi (+202%), mentre nel terzo trimestre è di 3,2 miliardi, con una variazione del 299%.
Eni incrementa la remunerazione degli azionisti mediante la distribuzione del dividendo straordinario di 0,46 euro per azione per l'ammontare di 1,3 miliardi. Lo rende noto il gruppo energetico, sottolineando che la decisione è stata presa "in relazione alle positive prospettive per il 2026", che "si conferma anno di risultati superiori alle previsioni".
Il programma di buyback per il 2026 è incrementato a 3,8 miliardi, in aumento del 12% rispetto alla precedente guidance di 3,4 miliardi. Confermata la previsione relativa al dividendo 2026 pari a 1,1 euro per azione (in aumento del 5% rispetto al 2025).
"Gli eccellenti risultati conseguiti nel terzo trimestre derivano dalla forza del nostro modello operativo e dai selettivi investimenti nel nostro portafoglio". Lo ha detto l'a.d di Eni Claudio Descalzi, sottolineando che "stiamo conseguendo performance superiori alle nostre aspettative", grazie alle quali "aumentiamo ulteriormente la distribuzione con un dividendo straordinario, evidenziando il nostro impegno a condividere la crescita con gli azionisti".
"Grazie alle nostre eccellenti attività di esplorazione - ha aggiunto -, quest'anno abbiamo scoperto 1,23 miliardi di barili di nuove risorse di idrocarburi".