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Cyberpunk 2: circa metà del team al lavoro sulle missioni del gioco è composto da ex-modder
La community di modder non sta soltanto mantenendo vivo l'universo di Cyberpunk 2077, ma sta contribuendo in modo diretto a plasmarne il futuro. Nel corso dell'ultima diretta REDstream targata CD Projekt Red, l'associate game director Paweł Sasko ha svelato che circa la metà del team dedicato alla creazione delle missioni per il nuovo Cyberpunk è composta da ex-modder reclutati dallo studio. La rivelazione è arrivata contestualmente all'annuncio dell'introduzione del supporto cross-platform per le mod su PS5, Xbox Series X/S e Nintendo Switch 2 con l'update 2.5 di Cyberpunk 2077.
"La community dei modder sta davvero tenendo in vita il gioco", ha spiegato Sasko (minuto 27:48 del video allegato in calce). "Guardo molto spesso quello che fanno e costruiscono i nostri modder: c'è così tanta creatività e come studio cerchiamo sempre di supportarli al massimo". Il director ha poi descritto il modding come una vera e propria porta d'ingresso per l'industria: "Molti di loro erano giocatori che hanno iniziato a fare esperienza personalizzando il titolo. Per me è una tecnica per mettere un piede nella porta e un canale d'accesso allo sviluppo. Puoi imparare come vengono fatte le cose e come si costruiscono. Abbiamo assunto tantissimi modder, al punto che oggi circa metà del nostro quest team è formato da ex-creatori di mod".
A ragion del vero, nel corso degli anni tanti modder sono stati in grado di creare contenuti di altissima qualità non solo per Cyberpunk 2077, ma anche per gli altri giochi di CD Projekt Red come The Witcher 3. Unendo il loro talento e la loro passione all'esperienza del resto del team, composto da veri veterani del genere, CDPR punta a raccontare storie ancora più incredibili in Cyberpunk 2. Quest'ultimo è ora in pre-produzione, e uscirà dopo The Witcher IV, il cui debutto è previsto per il 2028.