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9 videogiochi che mi definiscono: questo sono io, al 100%
Il trend del momento, che sta spopolando su Reddit e in generale sui social, prevede che chiunque possa dire la sua partecipando al filone "9 Games That Shaped Who I Am" (in italiano, 9 videogiochi che mi rappresentano). Oggi voglio quindi raccontarvi quali sono i miei 9 e perché ho scelto proprio loro.
Partiamo dal principio, il gioco più vecchio in assoluto della mia top 9: PaperBoy. Titolo del 1984 e che giocai all'epoca - quindi nei primi anni '90 - sul mio Nintendo 8-bit. L'obiettivo? Consegnare giornali a bordo di una fiammante bicicletta in un quartiere periferico.
Voliamo nel 1990, l'anno di nascita di chi scrive. In quel magico periodo usciva Super Mario World, titolo di lancio e killer application del Super Nintendo. Yoshi, un mondo ricco di livelli spettacolari ed una colonna sonora magica, ma soprattutto un'infinità di segreti tutti da scoprire.
PlayStation 2 varcò la soglia di casa mia nel 2002 e, insieme ad essa, c'erano una serie di videogiochi semplicemente spettacolari. Fra questi ricordo in particolare Gran Turismo 3 A-Spec, il primo titolo della saga di Yamauchi a finire su PS2. Un gioco che mi ha letteralmente aperto le porte per il mondo dei racing game.
Sempre in quel magico Natale del 2002, sotto l'Albero c'era anche lui, il meraviglioso Grand Theft Auto Vice City. Secondo capitolo della saga action open world di Rockstar Games ambientato nei favolosi anni '80, in quella Vice City che presto potremo tornare a visitare in GTA 6.
La versione originale per GameBoy Advance della terza, gloriosa generazione dei Pokémon è entrata di diritto in questa mia selezione raffinatissima. Un videogioco che mi ha fatto ancor più appassionare ad un brand che già da anni amavo visceralmente; dalle carte alle figurine, passando per gli infiniti gadget fino ai videogiochi.
Per me, il primo impatto con Oblivion fu amore a prima vista. Il gioco, entrato nella mia Xbox 360 qualche anno dopo la sua messa in commercio, probabilmente intorno al 2008, mi rapì istantaneamente, con la sua colonna sonora che ancora oggi ascolto a profusione ed un mondo tutto da scoprire, pieno di attività secondarie e dungeon costruiti a mano.
Dopo il primo, indimenticabile Mass Effect, ciò che nel 2010 BioWare fece fu andare a migliorare ulteriormente l'ottima formula del capostipite, donando agli appassionati un videogioco semplicemente perfetto. Dalla trama principale alle missioni secondarie per approfondire il passato ed il presente della squadra, ogni cosa era posizionata al posto giusto, in un mix ed un equilibrio che non ho più trovato nel mondo dei videogiochi.
Non sono mai stato un grande appassionati di JRPG, ma i pochi che ho apprezzato mi sono entrati nel cuore e da lì non sono più usciti. Fra questi c'è Ni No Kuni, capolavoro del 2013 di Level-5 realizzato con la collaborazione dello Studio Ghibli. La colonna sonora di Joe Hishaishi fa da sfondo ad una storia meravigliosa, stratificata e ricca di momenti toccanti.
Dopo un primo capitolo sublime ed un secondo un po' tiepido, il terzo del 2016 per me fu la svolta definitiva: Forza Horizon 3 mi aveva conquistato definitivamente. Il gioco di corsa arcade di Playground Games fece un balzo tecnico importante, mostrando al mondo di che pasta era fatto.