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EA e la lunga scia di studi chiusi: da BioWare a Maxis, ecco tutte le vittime illustri
Purtroppo quella di BioWare è stata solo l'ultima delle chiusure ad opera di Electronic Arts. Il colosso tira le redini dell'industria da tempo immemore, fra acquisizioni ma anche decisioni davvero di difficile comprensione - come quella appunto della liquidazione dello sviluppatore di Mass Effect e Dragon Age.
Ma quali sono state le altre vittime di EA, chiuse dopo essere state acquisite? Come detto, quello di BioWare non è un caso isolato, anzi, è l'ultimo anello di una catena che va avanti da tempo. Fra i meno recenti c'è Bullfrog, studio di Peter Molyneux - autore di diverse saghe leggendarie come Populous e Syndicate nonché una delle menti creative più prolifiche nella storia dei videogiochi. Nel 1995 EA acquisì lo studio, salvo poi chiudrlo nel 2001.
Altra vittima dei primi anni duemila fu Westwood Studios, la software house a cui dobbiamo la creazione di quella saga leggendaria e indimenticabile di Command & Conquer. EA, dopo essere rimasta delusa dagli spin-off, decise di chiudere lo studio nel 2003, fra le proteste dei giocatori appassionati ai gestionali futuristici. Fra le software house chiuse da EA c'è anche Pandemic Studios, sviluppatore dietro alla creazione della serie Mercenaries e del primo meraviglioso Star Wars: Battlefront. Il 2009 fu l'anno in cui EA decise che era giunto il momento di spazzarla via.
Più recentemente, precisamente nel 2015, EA chiuse gli uffici di un'altra software house leggendaria passata sotto la sua effige tempo addietro: Maxis. I creatori di SimCity prima e The Sims finirono nel mirino di Electronic Arts nel 2015, in seguito alla delusione dell'ultimo SimCity. Infine, Visceral Games, la casa di Dead Space, venne chiusa nel 2017. Similmente a quanto avvenuto negli ultimi giorni, i giocatori si ribellarono tentando il tutto per tutto... ma niente da fare. La decisione era presa.
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