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Intelligenza artificiale e libertà di scelta: il 7 novembre AI AnthropoCosmic
Un sistema che prevede le nostre preferenze può davvero rappresentarci? E quanto siamo liberi di cambiare, se i dati continuano a raccontare chi eravamo? Da queste e altre domande parte “Persona e AI”, il primo appuntamento di AI AnthropoCosmic, in programma sabato 7 novembre, online, dalle 9.30.
Il progetto è promosso dalla Facoltà di Scienze della Comunicazione sociale dell’Università Pontificia Salesiana con AIopenmind.
La giornata porterà il confronto sull’intelligenza artificiale dentro esperienze che riguardano tutti: imparare, lavorare, comunicare, curarsi.
Studiosi e professionisti di discipline diverse discuteranno di come queste tecnologie incidano sulle relazioni e sulle decisioni, e di quali conoscenze servano per usarle consapevolmente. "La tecnologia non è il metro di una grande civiltà. È una narrazione, e oggi ci dice molto di quale umanità stiamo costruendo", afferma Fabio Pasqualetti. È questa la prospettiva del percorso: mettere le persone nelle condizioni di partecipare al cambiamento e di assumersi una responsabilità nel suo sviluppo.
Nel seminario del mattino del 7 novembre, il tema dell’identità unirà più sguardi. Marco Annoni, responsabile dell’Unità di ricerca in Bioetica del CNR–CID-Ethics, affronterà i gemelli digitali e i sistemi capaci di prevedere le preferenze individuali, interrogando la distanza tra una persona e il suo profilo di dati. Michela Balconi, docente di Neuroscienze cognitive e Neuropsicologia, esaminerà come la presenza digitale influisca sul benessere e sulle relazioni.
Con “L’uomo quantistico”, Derrick de Kerckhove, direttore scientifico di TuttiMedia e Media Duemila, rifletterà sul modo in cui vivere nelle reti cambia la percezione di sé e degli altri. Anche leggere un testo o valutare una risposta richiede nuove attenzioni. Chiara Panciroli, dell’Università di Bologna, parlerà dell’educazione al pensiero critico nell’era degli algoritmi; Massimo Palermo, dell’Università per Stranieri di Siena e accademico della Crusca, approfondirà ciò che distingue i testi generati dall’IA dalla comunicazione umana. Il problema della responsabilità sarà al centro del contributo di Enrico Panai, presidente dell’Association of AI Ethicists: quali competenze occorrono per esercitare davvero il controllo umano sui sistemi? Dalle 15, gli “AI Laboratori del Domani”, con il confronto moderato da Vittorio Sammarco, porteranno la discussione nelle professioni. Si parlerà di formazione e qualità del lavoro, di deepfake che mettono alla prova la fiducia nelle informazioni, di diritto all’oblio e di protezione dei dati nella ricerca biomedica.
La sessione “Call for Contributors” approfondirà come valutare la qualità dei dati e l’affidabilità dell’IA. Il 7 novembre apre quattro giornate di lavoro: seguiranno online “Persona, AI e Ambiente” il 14 novembre e “Persona, AI e Cosmo” il 21. Il 28 il confronto si concluderà in presenza a Roma, all’Università Pontificia Salesiana, con l’obiettivo anche di raccogliere proposte condivise in un Libro Bianco. Il filo resta la libertà della persona: comprendere come funzionano gli strumenti che ci descrivono e ci orientano è il primo passo per poter scegliere come usarli.