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TMOG, il Task Manager per capire cosa rallenta Mac, Windows e Linux
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Quando il Mac rallenta, scalda o consuma più batteria del previsto, individuare il processo responsabile non è sempre immediato. TMOG, il nuovo Task Manager sviluppato da Dave Plummer, autore dell’originale Task Manager di Windows, prova a rendere questa diagnosi più rapida mostrando nello stesso posto processi, CPU, GPU, memoria, dischi, rete, consumi e temperature.
Su macOS molte di queste informazioni sono già disponibili con Monitoraggio Attività, l’utility fornita da Apple. TMOG, abbreviazione di Task Manager OG, punta però a mettere in relazione il processo che sta lavorando con il sottosistema che sta impegnando, così da capire più rapidamente l’origine di un rallentamento o di un consumo anomalo.
A svilupparlo è Dave Plummer, programmatore che negli anni Novanta realizzò il Task Manager originale di Windows. Il nuovo progetto ha debuttato inizialmente su macOS ed è stato successivamente esteso a Windows e Linux, mantenendo applicazioni native per tutti e tre i sistemi operativi.
La genesi è particolare perché TMOG è nato anche come esperimento di vibe coding. Plummer ha raccontato di avere preparato una specifica di ben 107 pagine e di averla utilizzata come base per lavorare con Claude Code. Il primo prototipo funzionante è arrivato rapidamente, ma il progetto è poi proseguito con sviluppo, correzioni e implementazioni tradizionali fino alle versioni distribuite oggi.
Rispetto alle prime beta apparse durante l’estate, TMOG è ormai arrivato alla versione 1.1 e propone un ambiente molto più ampio di un semplice elenco dei processi. L’obiettivo è fornire una fotografia dello stato della macchina e, soprattutto, permettere di ricostruire quale componente abbia iniziato a lavorare quando sono comparsi ventole, rallentamenti, picchi di consumo o cali di autonomia.
Il sito ufficiale di TMOG organizza le informazioni in diverse sezioni dedicate a riepilogo generale, prestazioni, processi, informazioni di sistema, applicazioni all’avvio, utenti, servizi, alimentazione e frequenze, connessioni, applicazioni installate, spazio disco e benchmark. La disponibilità delle singole misurazioni può cambiare in base al sistema operativo e all’hardware.
La schermata principale permette di vedere insieme CPU, GPU, memoria, archiviazione, rete, energia e processi. Il vantaggio nell’uso quotidiano emerge quando un problema dura pochi secondi: invece di passare da una sezione all’altra cercando di capire che cosa sia successo, TMOG cerca di conservare il contesto fra attività del processo e risorsa utilizzata.
La vista della CPU può scendere fino ai singoli processori logici e mantiene separati i Performance Core e gli Efficiency Core dei processori che utilizzano questa architettura. In questo modo, ad esempio, è possibile capire se un carico sta impegnando soprattutto i core ad alte prestazioni oppure quelli destinati ai compiti meno onerosi.
Uno degli aspetti che Plummer aveva evidenziato fin dalle prime versioni è la possibilità di utilizzare un aggiornamento grafico molto più rapido rispetto ai tradizionali monitor di sistema, arrivando fino a 60 Hz. È soprattutto nell’osservazione di picchi molto brevi che una frequenza elevata può rendere visibile un evento che con aggiornamenti più distanziati rischierebbe di passare inosservato.