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Di chi è la colpa se adesso i pacchi extra UE costano almeno 2€ in più e cosa cambierà nel prossimo futuro
Dal 1° novembre i titoli dei giornali sembrano dire due cose opposte: da una parte "scatta la tassa da 2 euro sui pacchi extra UE", dall'altra "salta la tassa da 2 euro sui pacchi extra UE". Non è la tassa di Schrödinger, ma la sovrapposizione di due notizie affini ma diverse, che riguardano gli acquisti su Shein, Temu, Aliexpress e soci.
La spiegazione semplice è infatti che di tasse da 2 euro ne esistono due, una europea e una italiana, e hanno destini opposti. La prima è quella appena entrata in vigore (che eventualmente va a sommarsi a quella da 3 euro per i pacchi sotto i 150€), e si paga a prescindere dal valore dell'acquisto, la seconda non è mai stata applicata. E forse non lo sarà mai.
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La nuova tassa europea si chiama Union handling fee e tecnicamente non è un dazio, ma una commissione di gestione doganale fissata a 2 euro dal Regolamento delegato UE 2026/2152.
Serve a coprire i costi che le dogane dei Ventisette sostengono per controllare miliardi di spedizioni: più pacchi arrivano, più lavoro ricade sulle dogane.
Il dazio da 3 euro in vigore da luglio ha regole diverse. Vale solo sotto i 150 euro e scade il 1° luglio 2028, quando entrerà a regime il nuovo hub doganale europeo dei dati. La fee invece non ha soglia né scadenza, e anzi Bruxelles ne riesaminerà l'importo ogni due anni in base ai costi doganali.
Sotto i 150 euro i due prelievi si sommano e il rincaro fisso arriva a 5 euro, una cifra che pesa tanto sui classici acquisti da due spiccioli su Temu e Aliexpress. Sopra quella soglia i 2 euro della fee si aggiungono invece ai dazi ordinari già previsti per quella merce.
A tutto questo si aggiunge l'IVA al 22%, che porta la fee a 2,44 euro e i 5 euro complessivi a 6,10 euro.
Il discorso vale fuori dal regime IOSS, lo sportello unico per l'IVA all'importazione che alcuni venditori usano e che cambia i conti.
C'è poi un altro punto molto importante da sapere. La handling fee si calcola per categoria doganale, non per pezzo e nemmeno per pacco: dieci magliette pagano 2 euro, magliette e cappelli ne pagano 4. Anche il dazio da 3 euro segue lo stesso criterio, quindi due categorie diverse sotto i 150 euro costano 10 euro di prelievi prima ancora dell'IVA.