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Apple, i rincari non sono finiti: RAM e NAND costano sempre di più
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L’aumento dei prezzi dei prodotti Apple potrebbe non essere l’ultimo. A farlo capire è John Ternus nella sua prima conference call da amministratore delegato, dominata da una questione centrale: il caro RAM e NAND. Il continuo aumento dei costi di queste componenti potrebbe infatti determinare nuovi rincari dei listini.
«Quello che stiamo vedendo nei prezzi delle memorie è senza precedenti», ha spiegato Ternus. Apple ha pagato le memorie più care nel trimestre di settembre rispetto a quello di giugno e prevede un ulteriore aumento nel periodo ottobre-dicembre.
La situazione peggiorerà anche successivamente, complice la crescente domanda di memorie da parte dei grandi operatori dell’intelligenza artificiale, che ha modificato i rapporti di forza tra i produttori di chip e Apple, riducendo il potere contrattuale di Cupertino.
Finora Apple ha contenuto l’impatto grazie alle scorte acquistate in precedenza a prezzi inferiori e ai risparmi ottenuti su altri componenti. Ma il vantaggio garantito dalle vecchie scorte è destinato a diminuire progressivamente, come aveva già anticipato a luglio il direttore finanziario Kevan Parekh.
Per proteggersi dalle difficoltà di approvvigionamento, Apple ha aumentato gli impegni verso i fornitori. Ternus ha rivelato che gli obblighi di acquisto legati alla produzione sono cresciuti di 33 miliardi di dollari tra giugno e settembre. Il dato riguarda l’insieme dei componenti, non esclusivamente le memorie.
Anche le scorte di magazzino sono salite sensibilmente, passando dai 5,7 miliardi di dollari di un anno fa a 14,5 miliardi. Apple non ha però specificato quale quota sia costituita da memorie.
Il direttore finanziario Kevan Parekh ha spiegato che Apple ha cercato di bilanciare ricavi, margini e conseguenze sulle vendite, adottando gli aumenti dei prezzi controvoglia. Alla domanda su eventuali ulteriori rincari, il direttore operativo Sabih Khan non ha fornito una risposta diretta.
Questi sforzi non sembrano sufficienti a eliminare le difficoltà. Khan ha anticipato che nel trimestre natalizio la disponibilità di Mac e iPad sarà limitata proprio dai problemi di approvvigionamento delle memorie.
Cupertino si trova così ad affrontare costi industriali crescenti e possibili difficoltà nel soddisfare la domanda. Con le vecchie scorte sempre meno capaci di assorbire i rincari, Apple dovrà decidere quanta parte dei maggiori costi trasferire ancora ai clienti e quanta assorbire nei propri margini.