// PUNTO INFORMATICO — INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Come creare un sito per la propria attività con Claude
Chiedere all’intelligenza artificiale di creare un sito per la propria attività senza darle indicazioni precise è come entrare da un sarto e dire fammi un vestito. Senza sapere quali sono le proprie preferenze, il sarto sceglierà un modello standard, un tessuto neutro e un taglio classico. Il risultato perciò sarà adatto un po’ a tutti, ma non si distinguerà in nulla.
Con i siti succede la stessa cosa. Come ha spiegato Anthropic, senza istruzioni specifiche, i modelli convergono verso le scelte più comuni, gli stessi caratteri tipografici, le stesse sfumature, lo stesso sfondo bianco con elementi decorativi prevedibili. Il risultato è una pagina che potrebbe appartenere a chiunque, e quindi a nessuno.
Basta cambiare il modo di chiedere per ottenere un risultato diverso. Non servono competenze tecniche e non serve spendere migliaia di euro da un’agenzia. Prima di cominciare, però, conviene raccogliere il materiale: l’elenco dei servizi con i prezzi, gli orari, l’indirizzo, le domande frequenti dei clienti e soprattutto le fotografie proprie, quelle scattate nel locale, nel laboratorio, nello studio, perché le immagini di archivio sono il modo più rapido per far sembrare un sito finto. E un’ultima cosa, l’azione principale che il visitatore deve compiere. Prenotare, chiamare, comprare. Una sola, non cinque.
Il percorso non comincia con il progetto grafico, ma con una conversazione. Si dice a Claude che tipo di attività si gestisce e in quale città, poi gli si chiede di porre dieci domande, una alla volta, su chi sono i clienti, cosa distingue l’attività dalla concorrenza, che storia ha, quali materiali visivi sono disponibili e quale azione dovrebbe compiere chi visita il sito.
Prompt: Gestisco [tipo di attività] a [città]. Prima di progettare qualsiasi cosa, intervistami. Fammi dieci domande, una alla volta, per capire chi sono i miei clienti, cosa mi distingue dalla concorrenza, la storia della mia attività, quali materiali visivi ho a disposizione e quale azione principale voglio che i visitatori compiano sul sito. Non proporre ancora nessun progetto.
Dopo l’intervista, si chiede al chatbot di proporre tre concetti diversi per la pagina principale. Non tre varianti dello stesso tema, tre idee davvero distinte, ciascuna con un nome, un’idea centrale e un riferimento stilistico preciso. Alternative reali, non sfumature impercettibili della stessa proposta.
Prompt: Sulla base delle risposte che ti ho dato, proponi tre concetti chiaramente diversi per la pagina principale del mio sito. Per ciascuno indica un nome, un’idea centrale che rappresenti la mia attività come un luogo o un oggetto concreto, e un riferimento stilistico o un’epoca precisa. Non costruire ancora nulla.
Una volta scelto il concetto, si chiede al chatbot di trasformarlo in un disciplinare visivo — il documento che guiderà la costruzione di tutte le pagine. Il chatbot deve prendere decisioni, non elencare opzioni.
Prompt: Agisci come un direttore creativo. Scrivi un documento di circa duecento parole che copra questi otto punti: il concetto scelto, un riferimento stilistico, una palette di colori con codici esadecimali e un solo colore di accento da usare con parsimonia, le regole sui caratteri tipografici, un’immagine principale costruita a partire dalle mie fotografie (oppure con grafica vettoriale se non ne ho, mai immagini di archivio), un’idea visiva per ogni sezione, un’animazione e un’interazione distintive, e i requisiti di accessibilità. Prendi decisioni, non offrire alternative. Salva il documento come sistema di progetto da usare per tutte le pagine successive.
Qui si passa dalla teoria alla pratica. Il chatbot costruisce la pagina usando esclusivamente il contenuto fornito, orari, prezzi, indirizzo, descrizioni, senza inventare nulla. L’azione principale deve comparire dove un utente da telefono la veda senza scorrere. Tutto ciò che manca va segnalato con un segnaposto, non riempito con testo di fantasia.