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Final Fantasy VII Remake è stato il capitolo della trilogia più difficile realizzare, afferma il director
Mentre lo sviluppo del terzo e conclusivo capitolo, intitolato Final Fantasy VII Revelation, prosegue senza sosta, il game director Naoki Hamaguchi ha voluto guardare indietro alle origini della produzione. Nel corso di un'intervista concessa al creatore di contenuti francese Mistermv (via GamesRadar), Hamaguchi ha rivelato a sorpresa che, a dispetto delle dimensioni imponenti dei capitoli successivi, il primo remake è stato in assoluto il più complesso da sviluppare. Le motivazioni risiedono in gran parte nelle risorse iniziali a disposizione: all'avvio dei lavori, infatti, il team originale era composto da appena trenta persone, una manciata di sviluppatori se paragonata alle centinaia di figure professionali che oggi lavorano sul gran finale.
Oltre alle dimensioni ristrette dell'organico, a pesare sulla lavorazione del primo titolo è stata la necessità di stabilire le fondamenta tecniche ed estetiche per l'intera trilogia. Il team ha dovuto definire da zero la qualità grafica, la direzione artistica e la struttura del gameplay, il tutto gestendo un'immensa pressione psicologica legata alle elevate aspettative degli appassionati. Al contrario, produzioni più vaste e complesse come Rebirth e l'imminente Revelation hanno potuto beneficiare della solida base già costruita, sostenute da una squadra di sviluppo nel frattempo cresciuta, sia per numero di componenti che per esperienza maturata sul campo.
La struttura divisa in tre parti ha inoltre consentito alla dirigenza di raccogliere il feedback degli utenti tra un'uscita e l'altra, così da rifinire la formula di gioco. Final Fantasy VII Rebirth ha ricevuto un'accoglienza superiore rispetto a Remake, e Square Enix conta a migliorarsi ulteriormente con Revelation. Quest'ultimo approderà su PS5, Xbox Series X/S, Switch 2 e PC l'8 aprile 2026.