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Arkane Lyon, il sindacato francese accusa Xbox: "Ha sabotato lo sviluppo di Marvel's Blade"
Il futuro di Arkane Lyon si tinge di contorni sempre più drammatici nel mezzo della ristrutturazione intrapresa da Microsoft per la divisione Xbox. Attraverso un duro comunicato ufficiale, il sindacato francese STJV (Syndicat des travailleureuses du jeu vidéo) ha accusato direttamente il colosso di Redmond di aver "sabotato" lo sviluppo di Marvel's Blade. Secondo quanto affermato dalla rappresentanza dei lavoratori, la produzione del gioco starebbe procedendo su ottimi livelli qualitativi "in linea con la tradizione dello studio", ma l'imposizione di un blocco delle assunzioni durato ben 19 mesi avrebbe causato ritardi e costi aggiuntivi. Ritardi che Microsoft starebbe ora utilizzando come pretesto per giustificare la vendita o lo smantellamento definitivo della software house.
La denuncia del sindacato si scaglia contro la logica dei tagli, definendo l'eventuale chiusura come "la brutale applicazione di una ricerca infinita per la massima ottimizzazione del profitto". L'STJV sostiene infatti che Arkane Lyon sia una realtà redditizia, ma "non abbastanza profittevole per le pretese di Microsoft". Paradossalmente, le rappresentanze dei lavoratori sottolineano come chiudere lo studio oggi risulterebbe persino più oneroso per il colosso verdecrociato rispetto al completamento effettivo di Marvel's Blade, chiedendo la salvaguardia dei 217 posti di lavoro a rischio e il mantenimento in vita dello studio.
Di fronte alle trattative di vendita in corso - che vedono tra i soggetti interessati anche il colosso francese Ubisoft -, il sindacato ha stilato una serie di richieste vincolanti. L'STJV chiede che i lavoratori abbiano voce in capitolo sulla scelta del potenziale acquirente e, nell'eventualità in cui non si giunga a una cessione, pretende indennità di licenziamento pari a circa 200.000 euro per ciascun dipendente, unitamente a due anni di supporto al ricollocamento garantiti da Microsoft. Al momento, il gruppo guidato dalla nuova CEO Asha Sharma non ha rilasciato dichiarazioni in risposta alle accuse dell'organizzazione francese.