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Lo Scramble dei jet in pochi minuti, come funziona il dispositivo
I caccia italiani sono tecnicamente in grado di decollare anche in meno di dieci minuti per far fronte a un'emergenza: per intercettare aerei o scortarli, come nel caso del volo in arrivo a Roma da Helsinki e Eurofighter sono decollati da Grosseto, dove c'è una delle cinque basi deputate a questa funzione, come quelle a Istrana (Treviso), Gioia del Colle (Bari), Trapani e Amendola (Foggia).
Un allarme bomba potrebbe prevedere quindi uno 'scramble', l'ordine di decollo su allarme, spesso alla ricerca dell'avvicinamento di aerei non identificati o per emergenze come quelle di queste ore. Non è obbligatorio che ciò avvenga, perché a deciderlo è il Combined air operations centre di Torrejón in Spagna, il comando tattico che guida il sistema di protezione dello spazio aereo Nato italiano in sinergia e collaborazione con la nostra autorità nazionale, dopo rapide e attente verifiche sulla potenziale minaccia. In ogni caso, nelle basi ci sono piloti di turno sempre pronti per l'allerta in modo da poter partire tempestivamente. L'attivazione delle procedure - che sono standard a livello internazionale - avviene una volta contattate le autorità mentre l'Enav (Ente nazionale assistenza al volo) resta in collegamento con tutti gli enti dei Paesi confinanti, i radar militari monitorano in tempo reale tutti gli spostamenti aerei. L'ente avvisa il pilota dell'aereo civile coinvolto, il quale decide autonomamente se proseguire verso lo scalo di destinazione oppure atterrare prima in un altro aeroporto.
Dopo il decollo di emergenza i piloti militari sono in costante comunicazione con la torre di controllo per verificare già in volo il pericolo, eventualmente anche mettendosi in contatto visivo con il pilota (possono trasmettere i messaggi persino con le mani) e scortando l'aereo a distanza di sicurezza fino all'atterraggio nello scalo stabilito dagli enti di controllo e in una piazzola specifica isolata, lontana dalle piste di atterraggio degli altri aerei, per poter attivare le procedure di evacuazione e l'ispezione degli organi di sicurezza aeroportuale: queste ultime sono coordinate dall'Enac (Ente nazionale per l'aviazione civile). Il gestore dello scalo attiva a sua volta specifiche procedure di sicurezza, ma non è detto che vengano bloccate necessariamente le partenze. Sia in volo, che a terra, tutte le manovre e le eventuali minacce sono codificate e vengono quindi affrontate con determinate procedure.