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Dopo insulti e minacce disposta la vigilanza per la gip del caso Siher
Controlli rafforzati attorno all'abitazione e nei luoghi frequentati da Tiziana Landoni, la gip che ha scarcerato Youssef Siher. La misura, chiesta dal presidente del tribunale di Milano Fabio Roia, è stata disposta dalla prefettura del capoluogo lombardo in seguito ai messaggi di insulti e minacce dopo le polemiche per la decisione di non convalidare il fermo del trentenne, che la Procura di Milano accusa di terrorismo per aver creato e gestito la chat del movimento 17 ottobre nato dopo il weekend di guerriglia a Milano.
Si tratta del primo livello della tutela, non una vera scorta, che prevede controlli approfonditi nelle zone frequentate dalla magistrata e nell'area della sua abitazione. Passaggi frequenti di volanti della polizia e pattuglie dei carabinieri e vigilanza rafforzata un po' come avviene per gli obiettivi sensibili legati al rischio terrorismo.
La decisione è stata ratificata nel corso della riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza in Prefettura. Il livello di sicurezza potrà essere innalzato anche d'urgenza nei prossimi giorni nel caso in cui vengano rilevate dagli investigatori minacce specifiche nei confronti della giudice.
Su ordine del Riesame, intanto, sono tornati liberi sei dei 35 minori arrestati. Per tre ragazzi sono state revocate le misure di permanenza in casa, per altri tre è stato revocato il collocamento in comunità, mentre un giovane passerà dalla cella alla comunità.