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L'eredità di Lucca Comics & Games: da Go Nagai a Yoko Kanno, fino ad Alberto Angela
Ogni edizione di Lucca Comics & Games porta con sé quella magia capace di trasformare la città toscana in una piccola utopia a tema nerd per cinque giorni all'anno. Quest'anno, poi, la manifestazione aveva un motivo in più per festeggiare, con il sessantesimo anniversario dalla sua nascita. Per l'occasione non sono mancati ospiti speciali provenienti da ogni ambito dell'intrattenimento, dai fumetti al cinema, passando per i giochi da tavolo e i videogiochi.
Durante questi cinque giorni ho potuto vivere Lucca Comics & Games in tutte le sue incarnazioni, passando dai panel agli eventi speciali, fino alle interviste con alcuni dei miei idoli. Cinque giorni che sono sembrati quasi sei mesi per la quantità di esperienze accumulate quotidianamente, senza contare l'abnorme stanchezza dovuta ai continui spostamenti attraverso una città invasa da una legione di appassionati e cosplayer, spesso accompagnati da costumi tanto fantastici quanto ingombranti.
Il tema scelto per celebrare i sessant'anni della manifestazione era Legacy, un concetto che richiama proprio quell'eredità da lasciare alle generazioni future. Un filo conduttore che ha attraversato le parole di tanti grandi protagonisti del mondo dell'intrattenimento, incontrati durante i panel e gli appuntamenti con la stampa. Dal leggendario Go Nagai alla compositrice Yoko Kanno, passando persino per il divulgatore Alberto Angela, questa edizione di Lucca Comics & Games è stata ricca di sorprese e spunti di riflessione sul passato, il presente e il futuro della cultura pop.
Il maestro, autore di grandi capolavori del manga come Devilman, Goldrake, Jeeg Robot e molti altri, è stato uno degli ospiti di punta di questa sessantesima edizione del festival. In realtà, non era la prima volta che il mangaka partecipava alla manifestazione: era già stato ospite all'inizio degli anni '90, quando Lucca Comics era ancora molto diversa da quella che conosciamo oggi, come ha raccontato durante il Press Café a cui ho avuto il piacere di partecipare.
Go Nagai è anche il destinatario di un'eredità culturale che affonda le proprie radici nel nostro paese. Da bambino rimase infatti profondamente affascinato da una versione illustrata della Divina Commedia, un'esperienza che influenzò il suo stile grafico e narrativo per tutta la carriera, ispirando opere come Mao Dante e Devilman, fino ad arrivare a una vera e propria trasposizione a fumetti del capolavoro di Dante Alighieri.
La Divina Commedia di Go Nagai è oggi esposta alle Gallerie degli Uffizi, dopo che lo scorso anno il maestro aveva ricevuto il Pegaso per la Cultura, il massimo riconoscimento della Regione Toscana, durante l'Expo di Osaka. Una chiusura del cerchio perfetta per un autore che, ispirato dalla tradizione culturale del nostro paese, ha a sua volta influenzato intere generazioni di ragazzi e ragazze italiani attraverso le proprie opere.
Sempre durante l'incontro con la stampa, Go Nagai ha ricordato quanto fosse stato inizialmente influenzato dal dio dei manga, Osamu Tezuka, tanto da desiderare di diventare un suo assistente. Non riuscì a realizzare questo sogno, ma ebbe comunque l'opportunità di lavorare come assistente capo di un altro grande autore, Shōtarō Ishinomori, creatore di Cyborg 009, dal quale imparò moltissimo.
Parlando ancora del rapporto tra passato, presente e futuro, il maestro ha raccontato come le minacce presenti nelle sue opere provengano spesso proprio dal passato, come nel caso dei Micenei, dei sauri e dei demoni. Si tratta di una fusione tra mito e tecnologia, in cui creature malvagie appartenenti a epoche lontane tornano a rappresentare una minaccia nel futuro. Una sorta di eredità del male che attraversa le civiltà e che ogni nuova generazione è chiamata ad affrontare.
Proprio il rapporto tra le nuove generazioni e le tecnologie ha portato il leggendario mangaka a esprimere la propria preoccupazione per la presenza di droni e robot sui reali campi di battaglia. Una prospettiva che avrebbe preferito rim