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L'Iran: 'Esercito più forte dall'inizio della guerra'. Attacco 'rapido' Usa all'isola di Qeshm
L'esercito iraniano ha affermato oggi di essere "più forte" rispetto all'inizio della guerra in Medio Oriente, dichiarandosi pronto a rispondere a qualsiasi attacco in modo 'immediato' e "senza limiti geografici" a seguito delle recenti minacce statunitensi.
"Le forze armate della Repubblica islamica sono oggi in uno stato di allerta più elevato e sono più potenti di quanto non fossero all'inizio della guerra", ha dichiarato il portavoce dell'esercito, Mohammad Akraminia, citato dall'agenzia ufficiale Irna. "Su ordine della Guida Suprema, qualsiasi risposta delle forze armate sarà immediata, efficace e senza limiti geografici", ha aggiunto.
Nonostante i recenti attacchi statunitensi sull'isola di Qeshm, nello stretto di Hormuz, le trattative diplomatiche per evitare una ripresa delle ostilità si sono recentemente intensificate con la mediazione del Qatar, dopo una serie di minacce israelo-statunitensi.
L'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim ha riferito che, secondo le prime segnalazioni, due missili avrebbero colpito l'isola di Qeshm, aggiungendo che non vi sono informazioni ufficiali su eventuali danni.
In precedenza, l'agenzia di stampa statale Irna aveva riportato la testimonianza di persone del luogo, secondo le quali due proiettili avrebbero colpito l'area di Suza, sull'isola di Qeshm, nel sud dell'Iran, dopo che era stato udito il rumore di un velivolo sopra l'isola.
"Non voglio parlarne. Abbiamo condotto un piccolo attacco in Iran. Hanno costruito un piccolo dispositivo antiaereo e lo abbiamo messo fuori combattimento in 15 minuti, forse cinque", ha detto Donald Trump, rispondendo a chi gli chiedeva se gli Stati Uniti fossero stati dietro l'attacco.
L'amministrazione Trump è spaccata sull'Iran. Il vicepresidente JD Vance preme per la fine del conflitto, mentre il capo del Pentagono Pete Hegseth e il numero uno dell'Us Central Command Brad Cooper spingono per un ritorno ai combattimenti. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali le tensioni fra le varie posizioni all'interno dell'amministrazione si sono intensificate dopo la elezioni di metà mandato.
I segretari di Stato Marco Rubio e del Tesoro Scott Bessent spingono invece per un inasprimento delle sanzioni e per proseguire il blocco. L'inviato Steve Witkoff sostiene la posizione di Vance. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu vorrebbe una ripresa dei combattimenti. Gli Stati Uniti offrono 20 milioni di dollari, "oltre alla possibilità di trasferirsi altrove", a chiunque fornisca informazioni sul programma nucleare iraniano. Tali informazioni possono riguardare "le sue strutture, le sue attrezzature e il personale a esse associato", ha detto lo Us Central Command.