// IGN ITALIA — GAMING
Tokyo Revengers, finalmente è iniziata la stagione finale dell'anime
Quando Tokyo Revengers fece il suo debutto in TV, nell'aprile del 2021, il manga di Ken Wakui era ancora in corso e la storia di Takemichi Hanagaki, il ragazzo capace di tornare indietro nel tempo per cambiare il proprio destino, stava conquistando un pubblico sempre più vasto. Da allora sono passati cinque anni, il fumetto si è concluso nel 2022 e l'anime, dopo due stagioni dedicate alla saga del Christmas Showdown e a quella di Tenjiku, è finalmente tornato per affrontare la parte conclusiva della vicenda.
Il percorso, però, non è ancora finito: la nuova stagione, War of the Three Titans Arc, a cura di Liden Films, è composta da tredici puntate, ma serviranno altri cour per arrivare fino in fondo, di conseguenza la fine vera e propria dovrebbe slittare al 2027. Ho visto i primi episodi su Disney+: questo ritorno è all'altezza delle aspettative?
La stagione riparte dopo una delle saghe più importanti della serie, quella in cui Takemichi affronta uno degli avversari principali, Tetta Kisaki. Sembrava che la parte più dura fosse alle spalle, ma il protagonista si rende conto che il lavoro non è affatto concluso: il suo nuovo obiettivo è salvare Mikey, il carismatico leader della Tokyo Manji Gang, e garantire un futuro sereno anche a lui, perché il peso di quanto accaduto continua a incombere sul suo destino.
Ed è qui che entra in gioco il titolo della saga: tre grandi gang, la Kanto Manji di Mikey, la Brahman e la Rokuhara Tandai, sono pronte a contendersi il controllo della città, e gli equilibri tra i delinquenti di Tokyo rischiano di saltare di nuovo. Queste prime puntate sono soprattutto introduttive: presentano gli schieramenti, riannodano i fili e spargono indizi su ciò che arriverà. Non aspettatevi quindi un inizio esplosivo, ma una premessa ben calibrata, che ha il merito di non perdersi in spiegazioni eccessive e di riportare lo spettatore con rapidità nel mondo della serie.
Al momento è difficile capire con precisione dove voglia andare a parare la storia, ed è giusto tenere un certo margine di cautela. Le sensazioni sono comunque positive, soprattutto grazie alla qualità delle stagioni precedenti: Tokyo Revengers ha sempre saputo alternare combattimenti, dramma e colpi di scena con un buon senso del ritmo, e c'è da sperare che continui a farlo anche ora che la posta in gioco si è alzata.
Il punto di forza dell'opera di Wakui è sempre stato il cast: personaggi sopra le righe, ciascuno con un'identità precisa e una storia che spesso emerge con più forza proprio durante gli scontri. Questa nuova saga ne introduce parecchi di nuovi, tra cui Senju Kawaragi e South Terano, a capo delle due fazioni rivali, e nelle puntate iniziali i nuovi arrivati si presentano con tratti riconoscibili pur non avendo ancora lo spazio per essere approfonditi. Al momento non voglio sbilanciarmi dicendo chi potrebbe lasciare il segno, ma la sensazione è che l'autore abbia mantenuto la sua attitudine nel costruire figure memorabili anche con pochi tratti.
Takemichi resta il cuore emotivo della serie; non è un eroe come ne abbiamo visti in tanti altri anime e manga: è goffo, impulsivo, spesso sull'orlo del pianto, e proprio per questo risulta credibile quando si ostina a non arrendersi. Lo shōnen delinquenziale, d'altra parte, ha le sue formule, e anche Tokyo Revengers non le evita del tutto: la retorica dell'onore tra teppisti e dei legami di gruppo ritorna in più di un'occasione, e non sempre con grande originalità. Sono però elementi tipici del genere, e finora hanno funzionato abbastanza bene senza risultare fastidiosi.
Sul fronte tecnico, Liden Films fa un buon lavoro. Le animazioni non sono tra le migliori in circolazione e non pretendono di competere con le produzioni più ambiziose della stagione, ma si difendono bene, specie nelle sequenze di combattimento che restano leggibili e dinamiche. Il character design è coerente con le stagioni precedenti e la continuità visiva è stata mantenuta, anche se c'è un cambio alla regia: Maki Ko