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PUBG prova i compagni AI e NVIDIA vuole cambiare i Duos
NVIDIA ha avviato una beta di PUBG Ally, un compagno controllato dall'intelligenza artificiale pensato per affiancare un giocatore umano nelle partite Duos di PUBG: Battlegrounds. La novità conta perché porta in un battle royale competitivo una forma di compagno autonomo che non si limita a seguire script rigidi, ma interpreta ordini, situazione di gioco e priorità tattiche.
Il sistema è basato su NVIDIA ACE, la piattaforma mostrata per la prima volta al pubblico come Avatar Cloud Engine e poi evoluta verso personaggi digitali più autonomi. In questa implementazione, PUBG Ally può muoversi sulla mappa, raccogliere equipaggiamento, ingaggiare combattimenti e navigare verso gli obiettivi senza richiedere input continui da parte del giocatore.
La parte più interessante è il modo in cui il compagno IA comunica. PUBG Ally comprende comandi vocali e testuali, dalle richieste dirette alle indicazioni più colloquiali, e conosce termini specifici del gioco, posizioni, oggetti e gergo usato dai giocatori. In pratica, l'obiettivo non è creare un semplice bot più preciso, ma un alleato capace di ragionare sul contesto della partita.
Sotto il profilo tecnico, la soluzione divide il lavoro tra un behavior tree tradizionale, usato per azioni rapide come movimento, mira e risposta al fuoco, e una componente di IA contestuale che gestisce pianificazione e dialogo. I modelli girano localmente su GPU RTX con almeno 8GB di VRAM: tra questi ci sono un modello speech-to-text Parakeet, un piccolo modello linguistico Mistral-Nemo-Minitron da 2 miliardi di parametri e un sistema text-to-speech sviluppato internamente.
Per KRAFTON, la beta serve anche a raccogliere feedback reali su un tema delicato: quanto un agente IA possa migliorare l'accessibilità e l'apprendimento senza alterare la percezione della competizione. Nei Duos, infatti, l'alchimia tra due giocatori è parte dell'esperienza; sostituire uno dei due con un sistema autonomo cambia ritmo, comunicazione e aspettative.
Il punto critico sarà la fiducia. In un multiplayer competitivo, un compagno troppo passivo diventa inutile, ma uno troppo efficace rischia di sembrare un vantaggio artificiale. PUBG Ally dovrà quindi trovare un equilibrio difficile: aiutare i nuovi giocatori, mantenere reattività nei combattimenti e non trasformare la modalità in una partita contro automazioni mascherate.
La beta è accessibile tramite PUBG Arcade e rimarrà disponibile per un periodo limitato, con l'obiettivo dichiarato di misurare il comportamento dei giocatori e orientare lo sviluppo futuro degli agenti IA nei videogiochi. Se l'esperimento funzionerà, potrebbe diventare uno dei primi casi concreti in cui l'IA generativa entra nel gameplay online non come contenuto accessorio, ma come vero compagno di squadra.