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Gli USA mettono 500 milioni su SandboxAQ per i chip del futuro
Gli Stati Uniti hanno assegnato a SandboxAQ un finanziamento da 500 milioni di dollari per sviluppare nuovi materiali destinati alla produzione nazionale di chip. La notizia conta perché sposta l'attenzione da fabbriche e litografie a un livello meno visibile, ma decisivo: le sostanze chimiche, i catalizzatori, i magneti e le batterie che rendono possibile la manifattura dei semiconduttori.
Il programma rientra nell'uso dei fondi legati al CHIPS Act e coinvolge il Dipartimento del Commercio statunitense, che riceverà anche una quota di minoranza nella società. Non si tratta quindi soltanto di una sovvenzione: Washington sta legando una parte della propria strategia industriale a una startup che applica modelli di intelligenza artificiale e fisica computazionale alla scoperta di materiali.
SandboxAQ, sostenuta anche da NVIDIA, lavora su sistemi AI addestrati non su testi o codice, ma su dati sperimentali e modelli fisici. L'obiettivo è accelerare la ricerca di soluzioni utilizzabili nell'industria, soprattutto quando le prove in laboratorio richiederebbero tempi lunghi e costi elevati. La stessa centralità dell'automazione vista nei robot AI capaci di montare GPU senza aiuto torna qui in una forma diversa: ridurre i colli di bottiglia nella filiera hardware.
Le aree indicate sono quattro. La prima riguarda i PFAS, sostanze molto usate nei processi industriali ma problematiche per la persistenza ambientale. SandboxAQ dovrà cercare sia alternative praticabili sia metodi per degradare questi composti quando non possono essere eliminati dal ciclo produttivo. La seconda riguarda catalizzatori capaci di velocizzare reazioni chimiche rilevanti per la fabbricazione dei chip.
Le altre due direttrici toccano la sicurezza della catena di fornitura: nuovi magneti permanenti e batterie per le apparecchiature di produzione, con minore dipendenza da terre rare e materie prime provenienti dall'estero. È un punto tecnico ma molto concreto, perché le macchine per la produzione di semiconduttori usano sistemi di accumulo per stabilizzare l'alimentazione e prevenire spegnimenti improvvisi, oltre a componenti magnetici in numerose parti meccaniche.
Se i materiali individuati saranno commercialmente validi, la società potrà concedere in licenza le formule a partner industriali, mentre il governo statunitense riceverà royalty. È un modello che prova a trasformare la ricerca finanziata con fondi pubblici in un ritorno economico diretto, oltre che in un vantaggio strategico per la filiera dei semiconduttori.
La mossa conferma che la competizione sui chip non passa solo dai nodi produttivi avanzati o dalle GPU per l'AI. Senza materiali per chip più sostenibili, disponibili e scalabili, anche le nuove fabbriche rischiano di dipendere da componenti critici difficili da sostituire rapidamente. Per questo il finanziamento a SandboxAQ va letto come una scelta industriale, non come un semplice investimento in software.