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Hai mai calpestato un LEGO di notte? Ecco perché il dolore è così insopportabile
Ipotizziamo questa scena. È mezzanotte, forse le due del mattino. Sei in bagno, nel tuo letto o magari sei sul divano a giocare alla Play... Senti un rumore, e scatta in te la modalità "protezione della casa". Ti dirigi nel corridoio buio di casa tua, il pavimento è freddo e sei a piedi nudi.
E poi, nel punto esatto tra il terzo e il quarto passo, il tuo piede incontra ciò che di più malvagio poteva incontrare: un minuscolo mattoncino LEGO. Magari, non è un mattoncino qualsiasi ma uno di quelli che avevi perso la sera prima e che non trovavi. Quindi, il riassunto della scena è: dolore atroce, seguito da una raffica di maledizioni per averti impedito di completare il set.
Il dolore, poi, è il vero trauma. Ti fa saltare all'indietro, ti fa barcollare e ti dimostra che in effetti sei più acrobatico del dovuto - ammettetelo, dopo aver calpestato un mattoncino in automatico il ginocchio vi arriva in gola e vi mantenete il piede, emulando i canguri in Australia.
L'impatto scatena in voi un dolore fisico, è vero, ma soprattutto: psicologico, culturale, spesso e volentieri anche culturale. Sarò esagerato? Magari sì, ma sto descrivendo il dolore che si prova. Se non vi immedesimate in questa situazione significa che non avete mai provato questo tipo di dolore.
Ma cosa succede esattamente quando il tuo piede incontra il LEGO nel buio? Ve lo spiego come se dovessi spiegare una tragedia di Shakespeare.
Primo atto: l'impattoIl peso del corpo, che normalmente si distribuisce su tutta la pianta del piede, si scarica violentemente su una superfice minuscola. La pressione esplode.
Secondo atto: la sensibilitàLa pianta del piede è una delle zone più sensibili. Una delle zona più ricche di recettori sensoriali del nostro corpo. Ogni stimolo arriva al cervello come un messaggio ad alta definizione.
Terzo atto: il traumaIl cervello non riesce a capire perché un oggetto così piccolo e innocuo, associato al gioco e alla felicità, possa produrre un dolore così intenso.
È una spiegazione abbastanza romanzata, lo ammetto, ma racchiude la sensazione di dolore fisico che calpestare un mattoncino LEGO arreca al nostro cervello e corpo. Che tu sia alto due metri, smilzo, in carne o che tu abbia la pelle simile a quella dei cinghiali, non c'è mattoncino che tu non possa soffrire.
È come se il tuo piede fosse stato progettato per essere tradito. Che poi, se ci pensate, magari durate la partita settimanale a calcetto potrete subire di peggio.