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Revoy raccoglie 27 milioni e trasforma i camion diesel in ibridi
La startup statunitense Revoy ha raccolto 27 milioni di dollari in un round di Serie A per avvicinare alla produzione il suo sistema capace di trasformare i camion diesel convenzionali in mezzi ibridi. Il finanziamento arriva dopo un progetto pilota durato un anno con Ryder Systems e sosterrà lo sviluppo di una seconda generazione meno costosa e più leggera.
Il round è stato guidato da Standard Capital, con la partecipazione di Doerr Capital, Time Ventures, Y Combinator e Leap Ventures. Le risorse saranno impiegate soprattutto per realizzare un dolly ibrido di seconda generazione, dotato di una batteria più piccola ma progettato per conservare una riduzione dei consumi simile a quella ottenuta dal prototipo attuale.
La soluzione viene installata tra la motrice e il normale semirimorchio. Il camion aggancia il modulo Revoy attraverso la ralla, mentre il carico viene collegato a una seconda ralla posizionata sul dolly. Una batteria alimenta un asse elettrico ad alta coppia, che fornisce buona parte della spinta durante accelerazioni e ripartenze. Un sistema di controllo basato su IA, integrato nelle centraline elettroniche, coordina l'erogazione elettrica e lascia al diesel i tratti nei quali può funzionare con maggiore efficienza.
Revoy dichiara un'autonomia di circa 250 miglia, pari a poco più di 400 chilometri, e stima che il sistema possa dimezzare il consumo di gasolio lungo le tratte compatibili. In Texas e Arkansas sono già operative due stazioni nelle quali la batteria scarica può essere sostituita in circa cinque minuti; altre installazioni sono pianificate in California e Oregon.
Il modello commerciale evita alle flotte di acquistare direttamente il modulo. Revoy propone infatti un servizio pay-per-mile senza investimento iniziale, addebitando un importo legato al carburante risparmiato e includendo nelle proprie tariffe assistenza, commissioni e gasolio residuo. L'obiettivo è rendere l'elettrificazione accessibile anche agli operatori che non possono sostituire immediatamente motrici e infrastrutture.
Dopo la sperimentazione con Ryder, l'azienda intende schierare entro fine anno quattro unità aggiuntive lungo una tratta di 200 miglia nel Pacifico nord-occidentale. Il piano prevede poi decine di moduli operativi entro la fine del 2027. Il progetto aveva già ricevuto nel 2023 l'approvazione normativa della National Highway Traffic Safety Administration statunitense.
Resta però il problema della massa: il sistema attuale pesa circa 22.000 libbre, quasi dieci tonnellate. Negli Stati Uniti un autoarticolato privo di permessi speciali non può generalmente superare le 80.000 libbre complessive, e il dolly non beneficia della tolleranza concessa ai veicoli completamente elettrici. Il peso aggiuntivo può quindi ridurre sensibilmente il carico utile, mentre le articolazioni supplementari introducono nuove variabili nella manovrabilità. La generazione finanziata dal nuovo round dovrà affrontare proprio questi limiti senza compromettere il risparmio di carburante.
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