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Questo asteroide potrebbe avere una forma mai osservata prima
Un gruppo guidato da Kate Minker del Lowell Observatory ha ottenuto nuove immagini di 44 Nysa, un asteroide della fascia compresa fra Marte e Giove. Le osservazioni mostrano un corpo centrale diviso apparentemente in tre lobi e un piccolo oggetto in orbita. Se confermata, sarebbe una configurazione mai identificata prima nella fascia principale. Il risultato nasce da strumenti capaci di compensare le turbolenze atmosferiche e spingere i telescopi terrestri verso risoluzioni prima inaccessibili.
Nysa era già considerato un oggetto insolito. Le osservazioni di Hubble lo avevano classificato come il membro più grande e luminoso conosciuto della rara famiglia degli asteroidi di tipo E, caratterizzati da una superficie molto riflettente e ricca di enstatite. I modelli ricavati dalle variazioni periodiche della sua luminosità suggerivano una forma allungata e asimmetrica, ma non avevano previsto una struttura tanto complessa.
La squadra ha osservato l'asteroide con SHARK-VIS sul Large Binocular Telescope in Arizona e con SPHERE/ZIMPOL sul Very Large Telescope in Cile. I due sistemi hanno prodotto le immagini in luce visibile più nitide finora disponibili di Nysa, permettendo di distinguere avvallamenti, separazioni fra le diverse regioni e altre irregolarità superficiali.
Il passaggio tecnologico decisivo è l'ottica adattiva: specchi deformabili e sensori misurano in tempo reale la distorsione provocata dall'atmosfera, quindi correggono il fronte d'onda della luce. Dopo l'elaborazione delle immagini, nei dati residui è comparso anche un oggetto piccolo e debole vicino a Nysa, compatibile con un compagno orbitale. La stessa tecnica può ampliare le capacità dei grandi osservatori terrestri nello studio dettagliato dei corpi minori.
Gli autori interpretano quindi Nysa come un sistema binario, formato dal corpo trilobato e dalla piccola luna. Secondo il preprint, il primario sarebbe il primo oggetto con questa morfologia individuato nella fascia degli asteroidi. La distinzione fra dati osservati e interpretazioni richiama la prudenza discussa nella nostra analisi su una scoperta quantistica poi ridimensionata: le immagini sono concrete, mentre la storia fisica che le spiega deve ancora essere verificata.
Le ipotesi considerate sono due. Nysa potrebbe essere un triplo sistema a contatto, nato da tre corpi avvicinatisi fino a toccarsi, oppure un unico asteroide solido dalla forma eccezionalmente irregolare. Nel primo caso, i modelli di formazione dovrebbero ammettere aggregazioni multiple più comuni e stabili del previsto. Nel secondo, andrebbero rivisti i limiti entro cui un piccolo corpo può conservare una geometria estrema senza disgregarsi.
Il lavoro è stato pubblicato su arXiv come preprint e non risulta ancora sottoposto alla revisione paritaria di una rivista. Le osservazioni non permettono inoltre di scegliere definitivamente fra i due scenari, né di stabilire la composizione interna dei lobi. Serviranno ulteriori campagne ad alta risoluzione e analisi dinamiche del compagno orbitale: per ora Nysa mette sotto pressione i modelli, ma non li riscrive ancora.
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