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Apple e Intel verso un accordo, dice Trump
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Apple e Intel lavoreranno per produrre chip. La voce che circola daa qualche mese viene oggi confermata dal presidente Donald Trump giovedì, in un post su Truth Social che parla di un’intesa raggiunta con la casa di Cupertino per progettare e costruire semiconduttori sul suolo americano.
Al momento non ci sono conferme di nessun tipo ma i segnali che si stia andando in quella direzione sono molteplici. Nei giorni scorsi il Wall Street Journal aveva riportato il mese scorso l’esistenza di un’intesa preliminare tra le due aziende, frutto di oltre un anno di colloqui. A febbraio David Tom, responsabile globale degli acquisti Apple, aveva lasciato intendere qualcosa di simile rispondendo a una domanda sui rapporti con il produttore californiano: “Parliamo con Intel continuamente”, aveva detto, senza aggiungere altro.
Se le voci e anche il messaggio di Trump saanno confermati è molto probabile che ad Intel sia assegnato il compito di produrrre chip M-series destinato a modelli selezionati di iPad e Mac, prima di passare eventualmente ai chip per iPhone.
Apple non ha mai considerato recentemente Intel come fornitore, sia per il gap tecnologico rispetto a TSMC e Samsung sia per la storia complicata tra le due aziende.
Apple ha utilizzato chip progettati da Intel per i Mac fino al 2020, quando è passata ai propri chip Arm proprio per i continui ritardi del produttore californiano. Da allora Apple progetta internamente i suoi processori e affida la produzione a TSMC, ottenendo maggiore prevedibilità sui tempi di rilascio. Con macOS 27 Apple ha peraltro chiuso definitivamente quella fase, abbandonando ogni compatibilità con i vecchi Mac Intel.
Lo scenario per Intel sta cambiando sotto la guida di Lip-Bu Tan, diventato CEO di Intel l’anno scorso dopo l’uscita di Pat Gelsinger, con un piano di rilancio della divisione manifatturiera che inizia a mostrare risultati.
A spingere Intel c’è anche il governo americano che possiede una quota del 10% in Intel dal 2025, aquando ha confertito 8,9 miliardi di dollari di sussidi del Chips Act non ancora erogati in azioni. Proprio da Trump è giunta la spinta per avvicinare Apple al produttore americano di chip.
L’affare darebbe beneficio anche ad Apple che sta cercando da tempo di diversificare la propria catena di fornitura, dato che TSMC resta l’unico produttore dei suoi chip Apple silicon. Nell’ultima trimestrale, il CEO Tim Cook ha parlato di vincoli sulla disponibilità di iPhone 17 nel trimestre passato, legati all’impossibilità di assicurarsi sufficienti chip A19 e A19 Pro da TSMC.
Il boom dell’intelligenza artificiale sta spingendo la domanda di chip per server AI, lasciando a TSMC meno capacità produttiva da destinare ai dispositivi consumer. Una condizione che ha messo Apple in una posizione negoziale più debole quando si tratta di garantirsi slot di produzione.