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L'iPhone dei elescopi smart: proviamo il Seestar S30 Pro tra galassie e nebulose
Fino a poco tempo fa, avvicinarsi all'astrofotografia significava accettare una serie di compromessi notevoli: centinaia di euro di attrezzatura, montature ingombranti e ore spese ad allineare le stelle prima di poter effettuare un singolo scatto, a meno di non spendere ulteriori soldi in attrezzatura ancora più complessa.
I telescopi smart hanno stravolto questo paradigma, e con il Seestar S30 Pro il brand ZWO firma quello che possiamo definire a tutti gli effetti l'iPhone della categoria. Un dispositivo che individua, insegue e fotografa galassie e nebulose in totale autonomia tramite app, sfornando risultati davvero notevoli a sforzo quasi nullo.Non lasciatevi ingannare però dalla sua anima da "punta e scatta": sotto la scocca c'è pane per i denti anche degli astrofotografi più esigenti, tra controlli manuali ed esportazione dei file grezzi FITS a 16 e 32-bit per l'elaborazione professionale su PC. Lo abbiamo estratto dalla scatola e piazzato sotto il cielo notturno per un primo impatto dal vivo.
Aprire la confezione regala subito una bella sensazione: ZWO non si è limitata all'essenziale, ma include una borsa rigida da trasporto imbottita con tracolla che racchiude tutto il necessario. È un dettaglio pratico che fa la differenza: poter buttare l'intero kit in spalla o nel bagagliaio senza il terrore di rovinare l'ottica è una di quelle cose che me lo ha fatto apprezzare fin dal primo minuto.
Dentro la custodia trova spazio un treppiede da tavolo in alluminio, compatto e molto solido. È progettato per l'utilizzo immediato in modalità Alt-Azimutale (Alt-Az), la configurazione "plug and play" in cui il telescopio muove l'ottica su due semplici assi: su/giù (Altezza) e destra/sinistra (Azimut). Per chi muove i primi passi è la salvezza, anche se la rotazione terrestre impone un limite fisico: con pose superiori ai 15 secondi, ai bordi dell'inquadratura subentra la rotazione di campo, facendo apparire le stelle meno puntiformi. Chi vorrà spingersi oltre potrà farlo montando lo strumento su una testa a sfera di un cavalletto per attivare la modalità Equatoriale (EQ)
A completare la dotazione c'è il filtro solare magnetico dedicato. Si applica sulla lente frontale in un secondo e permette di fotografare la fotosfera solare in totale sicurezza per il sensore. È l'accessorio chiave in vista dell'imminente eclissi solare del 12 agosto, un evento raro che vi abbiamo raccontato nella nostra guida dedicata e che osserveremo sul campo proprio con questo Seestar S30 Pro.
Sotto la scocca del Seestar S30 Pro si trova un cuore tecnologico di primo rilievo. Se siete neofiti e non masticate molto termini legati al mondo della fotografia questa sezione potrebbe sembrarvi ostica, ma ci sono alcune informazioni importanti per capire come funziona l'S30 Pro.
Il sensore principale è un Sony IMX585 in 4K (3840x2160 pixel), capace quindi di realizzare scatti in 4K, montato dietro a una lente apocromatica a 4 elementi da 30 mm con una focale equivalente di 160 mm
La caratteristica che salta subito all'occhio è la dimensione del sensore. Trattandosi di un formato da 1/1.2", si ha a disposizione una superficie fisica decisamente ampia. Una dimensione simile garantisce un campo visivo di ben 4,6°, il che permette di inquadrare grandi strutture del cielo profondo, come l'intera Galassia di Andromeda o la Nebulosa Nord America, in un unico scatto.
Normalmente, per fotografare oggetti così estesi con sensori più piccoli, bisognerebbe fare dei mosaici: una procedura che richiede di scattare diverse porzioni di cielo adiacenti per poi ricomporle insieme a casa (o lasciar fare ai telescopi smart), impiegando molto più tempo e lavoro. Con questo Seestar il problema non si pone, perché l'ampia inquadratura abbraccia subito l'intera regione di spazio. I pixel da 2,9 µm offrono inoltre un'ottima sensibilità al buio, raccogliendo molta luce e contenendo il rumore elettronico.
Una volta scelto e centrato l'oggetto, parte la sequenza di scatto: di default i