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Il Regno Unito userà l'AI sui richiedenti asilo, è polemica sul nuovo fronte per la sorveglianza
Il governo britannico ha in programma di introdurre dal 2027 sistemi di stima dell'età tramite volto per supportare le decisioni sui richiedenti asilo che arrivano al confine del Regno Unito senza documenti sufficienti a provare la propria età. La tecnologia, nota come facial age estimation, usa algoritmi di IA per analizzare un volto e produrre una stima anagrafica.
Secondo l'inchiesta di WIRED, realizzata con Lighthouse Reports e in collaborazione con The Independent, un report interno del Home Office mostra che i sistemi testati possono scambiare bambini per adulti e presentare problemi di bias. Per i minori richiedenti asilo, una classificazione errata può comportare la perdita di alcune tutele legali e l'inserimento in centri riservati agli adulti.
Il piano riguarda una tecnologia già entrata nei processi di verifica dell'età online: social network, siti per adulti, alcuni retailer e locali fisici nel Regno Unito hanno sperimentato o adottato strumenti simili per controllare l'accesso a prodotti o servizi soggetti a limiti anagrafici. Il passaggio al confine, però, sposta l'uso da un contesto commerciale a una decisione amministrativa su persone vulnerabili.
Il Home Office, che sovrintende immigrazione e polizia nel Regno Unito, ha presentato la stima facciale come uno strumento aggiuntivo per gli agenti di frontiera. Nella guida operativa dell'Home Office, il governo afferma che la tecnologia non sostituirà il giudizio umano e che la decisione finale sul trattamento iniziale come minore o adulto resterà in capo agli officer.
La prima comunicazione politica sul ricorso alla facial age estimation è arrivata nel luglio 2025. Nella nota parlamentare del luglio 2025, il governo indicava questa opzione come una soluzione potenzialmente più rapida e meno costosa rispetto ad altri metodi scientifici o tecnologici, come radiografie ossee o risonanze magnetiche, che non vengono più perseguite secondo la documentazione pubblica del governo.
Per le imprese che sviluppano software biometrici, sistemi di verifica dell'età o soluzioni per pubbliche amministrazioni, il caso britannico apre un fronte diverso dal mercato consumer. Il requisito non è solo identificare un utente sopra o sotto una soglia per l'accesso a un servizio, ma produrre un input che entra in una procedura pubblica con effetti su tutele, alloggiamento e status iniziale di una persona.
Il documento interno ottenuto da Lighthouse Reports e citato da WIRED riguarda soprattutto il sistema con le migliori prestazioni tra sette algoritmi testati dal dipartimento britannico nel corso dell'anno precedente. Le aziende dietro gli algoritmi non sono nominate nel report, secondo quanto riportato dall'inchiesta.
Il risultato più delicato riguarda le persone provenienti dall'Africa subsahariana. Il sistema avrebbe performato in modo significativamente peggiore su questo gruppo rispetto ad altri. Si tratta dello stesso gruppo che, secondo i dati del Home Office citati da WIRED, rappresenta la quota più ampia dei migranti arrivati nel Regno Unito attraversando la Manica su piccole imbarcazioni negli ultimi anni e il gruppo con più age assessment sollevati nel 2025.
Per le donne dell'Africa subsahariana, l'età stimata dal sistema risultava distante in media di 4,6 anni. L'inchiesta traduce questo scarto in un esempio concreto: una ragazza di 13,5 anni potrebbe essere valutata come una persona di 18 anni, quindi come adulta, se l'errore andasse nella direzione più sfavorevole.
I test del National Institute of Standards and Technology statunitense offrono un contesto tecnico coerente con questo problema. Nei risultati del test NIST, l'istituto segnala che l'accuratezza degli algoritmi di age estimation dipende da qualità dell'immagine, genere, regione di nascita, età della persona fotografata e interazioni tra questi fattori. Il NIST precisa anche di non formulare raccomandazioni sull'idoneità dei software per casi d'uso specifici.