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Un luglio devastante per Xbox, la crisi del colosso Microsoft
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Forse era inevitabile, e pure annunciato. Il mese di luglio si è rivelato un punto di svolta drammatico per la divisione gaming di Microsoft, travolta da una profonda crisi finanziaria, tagli di personale senza precedenti e una radicale ristrutturazione aziendale.
All’inizio del nuovo anno fiscale, il colosso di Redmond ha annunciato il licenziamento di ben 3.200 dipendenti all’interno della sola sezione Xbox, parte di un piano più ampio che ha visto 4.800 esuberi totali a livello aziendale, pari al 2,1 percento della forza lavoro globale. Per il settore dei videogiochi la scure si è abbattuta in due fasi: 1.600 lavoratori sono stati allontanati con effetto immediato, mentre i restanti 1.600 perderanno il posto gradualmente nel corso dei prossimi dodici mesi.
La riorganizzazione ha colpito duramente la struttura dell’azienda a ogni livello. Microsoft ha tentato di smantellare cinque celebri studi di sviluppo: Arkane Studios, Compulsion Games, Double Fine, Ninja Theory e Undead Labs. La vicenda si è conclusa con la cessione di quattro di questi team, mentre il destino di Arkane rimane del tutto incerto. Anche gli studi rimasti nell’orbita aziendale hanno subito pesanti ripercussioni, come id Software che ha perso metà del personale, o Obsidian Entertainment, costretta a cancellare diversi progetti tra cui il seguito di Avowed.
Questa drastica misura è giunta a seguito di una situazione contabile insostenibile, preannunciata ai dipendenti già nel mese di giugno attraverso una nota interna della nuova CEO di Xbox, Asha Sharma, e del Chief Content Officer, Matt Booty. Negli ultimi cinque anni, infatti, a fronte di investimenti per oltre 20 miliardi di dollari in contenuti e hardware — ai quali si sommano i 69 miliardi per l’acquisizione di Activision Blizzard King — i ricavi annuali della divisione sono diminuiti di quasi mezzo miliardo, portando i margini di profitto a un risicato 3 percento. I risultati finanziari del quarto trimestre 2026 hanno poi confermato un calo dei ricavi del 10 percento, posizionando Xbox a una distanza di svariati miliardi dal rivale PlayStation.
Secondo la dirigenza, le cause vanno ricercate in una struttura dei costi troppo elevata all’inizio della nona generazione di console e in una crescita delle opzioni multipiattaforma e del servizio Game Pass inferiore alle aspettative. A ciò si aggiungono un’eccessiva burocrazia interna — con picchi di 14 livelli di gestione — e la crisi dell’hardware che sta attraversando l’intero settore.
La risposta dei lavoratori non si è fatta attendere. Attraverso il sindacato CWA, i dipendenti hanno denunc