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I numerosi tagli apportati al film di Borderlands ne hanno decretato il flop, secondo il regista Eli Roth
A distanza di due anni dall'uscita del film di Borderlands, il regista Eli Roth è tornato a parlare del clamoroso insuccesso della pellicola, attribuendone gran parte della responsabilità alle interferenze dello studio. In un'intervista concessa a Variety, il regista ha spiegato che le richieste di ridurre la violenza per ottenere un rating PG-13 avrebbero finito per privare il film della sua identità.
"È venuto fuori qualcosa che non apparteneva a nessuno", ha dichiarato Roth. "Non era un film per bambini, ma cercava di piacere a tutti. Era pensato per i giocatori, ma non aveva la violenza che i fan della serie si aspettavano, perché non poteva spingersi troppo oltre visto il budget". Secondo il regista, il risultato è stato un'opera incapace di soddisfare qualsiasi pubblico. Il film ha incassato appena 33 milioni di dollari a fronte di un budget di produzione di circa 115 milioni, oltre ai costi di marketing e distribuzione.
Roth ha inoltre spiegato che proprio questa esperienza lo ha spinto a realizzare il suo nuovo horror, Ice Cream Man, come produzione indipendente e senza classificazione preventiva. A suo dire, gli studi cinematografici tendono a evitare contenuti troppo estremi o provocatori, mentre il genere horror richiede proprio la volontà di oltrepassare certi limiti, un approccio che ritiene sempre più difficile da conciliare con le grandi produzioni hollywoodiane.