// EVERYEYE.IT — GAMING
Manuali d'istruzioni e il mercato dell'usato: cosa stiamo perdendo con il digitale?
La fine del tradizionale formato fisico, che procede ormai lentamente ma con costanza da anni, raggiungerà un punto di svolta nel 2028 quando PlayStation dirà addio ai giochi su disco, sostituendoli nella migliore delle ipotesi con i code-in-a-box. Una svolta che sapevamo in arrivo prima o poi, ma che fa comunque male.
Il mercato si muove sempre di più verso tale direzione: sebbene al momento Microsoft non abbia ancora comunicato decisioni ufficiali in merito, mentre Nintendo presumibilmente continuerà ancora su questa strada più a lungo delle altre realtà di settore, è chiaro che un passaggio completo e definitivo al digitale comporta uno stravolgimento definitivo delle abitudini dei giocatori, soprattutto per chi colleziona e più in generale è rimasto sempre fedele alla distribuzione classica.Le feroci proteste e lamentele del pubblico che proseguono inesorabili sono frutto di molteplici fattori, non solo legati ai serissimi dubbi sulle tutele in qualità di consumatori e sull'effettivo possesso o meno di ciò che si acquista, ma anche a visioni un po' più romantiche e nostalgiche che soltanto il supporto fisico poteva garantire. E che adesso, un passo alla volta, stiamo perdendo sempre di più.
Banalmente, le prime reali vittime dell'avvento della distribuzione digitale sono stati i libretti d'istruzioni, di fatto già diventati una rarità durante l'epoca PS3/Xbox 360 e che al giorno d'oggi esistono solo ed unicamente in quei giochi distribuiti in retail pensati appositamente ed esplicitamente per appassionati collezionisti (come i prodotti di Limited Run Games, ad esempio). Sono ormai lontani quei tempi in cui negli anni '90 e primi 2000 compravi un gioco ed all'interno della custodia trovavi un manuale d'istruzioni non solo bello corposo ma molto spesso anche ricchissimo di dettagli, disegni e spiegazioni precise e dettagliate su come funziona il titolo appena acquistato; in alcuni casi erano piccoli capolavori artistici e di creatività che ti leggevi e rileggevi senza sosta per quanto erano belli. Poi purtroppo le istruzioni sono state "digitalizzate", sostituite da tutorial in-game sempre più sofisticati o inseriti all'interno dei menù principali così per essere consultate al volo in qualunque momento tramite testi asettici e senza grossa personalità. Ed i libretti stessi con il passare degli anni sono diventati sempre più scarni e poco dettagliati, motivo per cui gradualmente sono scomparsi. Sono stati "uccisi" dal digitale ancora prima che questa forma di distribuzione iniziasse a farsi strada con forza come metodo alternativo alla distribuzione fisica.
Un'altra conseguenza destinata a diventare sempre più concreta nel prossimo futuro è la morte dell'usato, l'impossibilità ad acquistare giochi di seconda mano a prezzi più convenienti e di prestarli (o farseli prestare) dai propri amici. Per gli analisti il mercato dell'usato è destinato a scomparire, ma diciamo che non serviva la voce degli esperti per immaginare una conseguenza inevitabile della scelta di Sony. Una PlayStation 6 solo digitale significa che ogni singolo acquirente della console sarà dipendente del PlayStation Store e dei suoi prezzi decisi dai publisher, che pure fanno sconti regolari, spesso anche molto appetibili, ma costringendo comunque i giocatori a sottostare ai loro tempi e decisioni, limitando fortemente la libertà dei consumatori. Chiaro, l'usato non morirà dall'oggi al domani, su PS5 continuerà ad esistere per i giochi usciti prima del 2028, ma un eventuale Intergalactic The Heretic Prophet che ipotizziamo esca dopo il 2027 o lo prendi subito dallo store a prezzo pieno, oppure aspetti mesi e mesi prima di uno sconto vantaggioso, quando invece magari con un po' di fortuna potevi trovarlo su Vinted a un prezzo più abbordabile già dopo poche settimane.
Per i collezionisti significa non collezionare più le novità: non avranno uno scaffale ben curato ed allestito pieno di giochi PS6 (e molto probabilmente Xbox Helix), e di sicuro l'eventuale esis