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Il Cestino di Windows mostra nomi strani dopo gli update di giugno
Microsoft ha confermato un bug di Windows che può rendere poco chiara la cancellazione definitiva di un file dal Cestino. Dopo gli update di giugno, la finestra di conferma può mostrare il nome interno usato dal sistema, invece del nome originale dell'elemento eliminato. Il file nel Cestino continua però a essere visualizzato con il nome corretto.
Il comportamento riguarda la cancellazione permanente di un singolo elemento. Invece di vedere il nome familiare del documento, l'utente può trovarsi davanti a una stringa nel formato $Rxxxxx.ext, cioè il nome che Windows usa internamente per gestire il contenuto del Cestino. Il ripristino, secondo Microsoft, mantiene il nome originale e non altera il file recuperato.
La portata è ampia: il problema interessa tutte le release Windows ancora supportate, sia client sia server. Nell'elenco rientrano Windows 11 26H1, 25H2, 24H2 e 23H2, Windows 10 22H2 e varie edizioni LTSC, oltre a Windows Server 2025, 2022, 2019, 2016, 2012 R2 e 2012. Non è quindi un glitch limitato a una singola generazione del sistema operativo.
Il difetto non viene descritto come perdita di dati, ma può creare confusione nei contesti dove la cancellazione definitiva è un'azione controllata. Un nome interno mostrato nel prompt può spingere l'utente a interrompere l'operazione o, al contrario, a confermare senza capire quale elemento stia eliminando. In ambienti aziendali, questo genere di incertezza pesa soprattutto su help desk, amministratori e utenti meno tecnici.
Microsoft spiega che i suoi tecnici stanno lavorando a una correzione che arriverà con un futuro aggiornamento di Windows. Nel frattempo esiste un workaround per le organizzazioni, ma non viene distribuito come procedura pubblica: le aziende devono contattare il supporto business per applicarlo sui dispositivi interessati. Per gli utenti consumer, la soluzione ordinaria resta attendere la patch.
Il bug si aggiunge ad altri effetti collaterali legati agli update di giugno, tra cui problemi con il lancio di alcune applicazioni Office da software di terze parti e difficoltà di installazione su specifiche configurazioni server. Il quadro mostra come anche un aggiornamento di sicurezza ordinario possa lasciare dietro di sé piccoli difetti di interfaccia, più visibili degli interventi tecnici che avvengono sotto la superficie.