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L’Intelligenza Artificiale entra nello studio legale, il modello Bravoavvocato
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Non c’è ormai settore, nel mondo della tecnologia, e non solo, che non sia attraversato – anche indirettamente – dall’intelligenza artificiale. Naturalmente, anche il settore della giustizia e della consulenza legale in Italia, che storicamente ha mostrato una certa resistenza alla digitalizzazione strutturale, se ne sta accorgendo.
Sebbene l’AI Act – su cui il governo ha posto l’accento di recente – voglia mettere paletti all’uso dell’AI applicata alla giustizia, la progressiva evoluzione delle tecnologie basate sull’intelligenza artificiale sta spingendo la nascita di soluzioni verticali in campo legale, note come LegalTech.
Un esempio recente all’interno di questo ecosistema è il debutto di Bravoavvocato, una piattaforma sviluppata da una startup milanese con il duplice obiettivo di razionalizzare l’accesso alle informazioni per i cittadini e ottimizzare i flussi di lavoro degli studi professionali.
L’interfaccia lato utente offre un orientamento informativo senza sostituire la consulenza
di un professionista. Visto che spesso gli utenti faticano a inquadrare la propria problematica e a comprendere i potenziali costi di un’azione legale prima di interpellare un professionista, l’approccio proposto dalla piattaforma si focalizza sull’offerta di strumenti di orientamento preliminare, mediati da un’interfaccia di conversazione guidata in chat.
Il fulcro di questo servizio è il Report di Primo Orientamento, un documento generato entro 24 ore che mappa il quadro normativo e giurisprudenziale potenzialmente applicabile alla descrizione fornita dall’utente.
Un aspetto fondamentale della piattaforma è il tentativo di fare chiarezza sulla barriera economica. Bravoavvocato fornisce stime orientative basate sui parametri forensi del Decreto Ministeriale 147/2022. In questo modo l’utente sarà già preparato, grossomodo, ai costi che dovrà sostenere nel caso in cui scelga di affidare il mandato al proprio legale.
Ovviamente, le indicazioni fornite dalla piattaforma non sono vincolanti e gli avvocati mantengono la facoltà di formulare preventivi personalizzati solo dopo l’esame del caso concreto.
Una delle dinamiche più sensibili per le piattaforme di intermediazione professionale riguarda la selezione del personale e le logiche di mercato. Bravoavvocato aggira il rischio di una “gara al ribasso” escludendo esplicitamente sistemi di comparazione diretta dei preventivi o dinamiche competitive sul prezzo.
Il meccanismo prevede che il sistema proponga all’utente fino a tre professionisti selezionati in base alla coerenza con l’area giuridica indicata. Il primo colloquio ha una funzione esclusivamente conoscitiva e preliminare, preservando l’autonomia decisionale di entrambe le parti nell’instaurare o meno il rapporto di mandato. Viene inoltre introdotta la possibilità di rateizzazione dei pagamenti digitali, una formula finalizzata a mitigare l’impatto economico per il cliente garantendo al contempo l’incasso immediato al professionista.